
Punteggi vergognosi a favore dello scozzese
Prendete nota che a Glasgow o si è Terence Crawford o Ricky Burns non lo si batte, o meglio non si battono giurie ed arbitri. Intendiamoci, ci fosse stato un verdetto di 115-113 a favore dello scozzese contro lo sfidante bielorusso Kiryl Relikh si poteva discutere ma 116-112 due volte e 118-110 sono un insulto all'intelligenza e soprattutto all'onestà, anzi diciamo pure che sono un inno alla disonestà. Punteggi del genere sporcano un match bellissimo fra due tipi di pugilato molto diversi. La potenza del 26enne bielorusso è stata un fattore iportante per tutto il match tanto che all'inizio Burns sembrava potesse esserne travolto. Relikh lo ha assalito tagliando il ring a un ritmo velocissimo e il suo sinistro metteva molto a disagio un Burns preoccupatissimo che non riusciva a trovare nè tempo nè distanza, palesemente a disagio di fronte ai continui cambi di guardia dell'avversario. Poi improvvisamente il match cambiava a nostro avviso dal 5° round con Burns che trovava quello che gli era appunto mancato. Sosteneva con maggiore calma l'assalto avversario affidandosi ai movimenti laterali veloci e cominciava amettere a segno colpi precisi anche in combinazione ma soprattutto un gancio destro corto che Relikh non riusciva a vedere partire. Relikh perdeva lucidità patendo forse anche la gran fatica fatta a rientrare nel limite dei superleggeri, Burns sembrava avviato a un predominio decisivo quando al 10° round un gancio sinistro lo mandava in crisi costringendolo a legare disperatamente per finire il round. La scena si ripeteva pressocché identica nel round successivo con ancora lo scozzese in affanno su un altro gancio sinistro. Si ha un bel dire che Burns fino ad allora aveva messo i colpi migliori ma quando poi piegh le gambe e subisci non devi ricevere in premio la ripresa.
L'aiuto dell'arbitro Foster arrivava nell'ultimo minuto del match quando un esausto Burns andava a terra in una fase confusa dove però due destri di Relikh l'avevano centrato. Invece il tutto veniva archiviato come scivolata e del resto Relikh non aveva la lucidità necessaria per chiudere anzitempo. L'allievo di Ricky Hatton ha fatto un grande match e meritava a nostro avviso il pari che noi avevamo con un 114-114 consderando le decisioni arbitrali come vincolanti per l'assegnazione dell'ultima ripresa. Burns ha dimostrato in ogni caso di esserci ancora, Relikh di dover imoarare a non fermarsi sui colpi davanti a un uomo così ma ha una potenza che lo renderà sempre pericoloso. Ci vorrebbe una rivincita ma dubitiamo che ci sarà. E a Glasgow è meglio che Relikh non si faccia più illusioni. Burns mantiene così il titolo di sigla WBA dei superleggeri.



