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Bordo Ring

Braehmer si ritira e consegna a Cleverly il Wba

 Braehmer perde da Cleverly

Il gallese torna campione di sigla dopo tre anni

Di Matteo Biancareddu

 

Ieri sera, sul ring di Neubrandenburg, Germania, il ventinovenne gallese Nathan Cleverly (30-3-0, 16 KO) ha tolto il titolo WBA dei mediomassimi al trentasettenne tedesco Juergen Braehmer (48-3-0, 35 KO), che si è ritirato all’inizio del settimo round per un infortunio al gomito destro. Cleverly torna così campione di sigla dopo tre anni: aveva perso il titolo WBO della stessa categoria ad agosto del 2013, quando fu demolito in quattro round dall’irresistibile russo Sergey Kovalev.

L’epilogo è giunto inatteso, perché Braehmer non aveva tradito alcun disagio fino al momento dell’abbandono. Al termine del sesto round, era rientrato nell’angolo amico senza denunciare alcun segnale di sofferenza o scoramento: è stato poi visto avviare un dialogo fitto con il secondo e quindi rialzarsi, al termine dell’intervallo, non per riprendere il combattimento, ma solo per salutare l’avversario e il suo clan, che accoglievano la decisione con malcelata sorpresa. Fino a quel momento, l’incontro si era sviluppato in favore di Cleverly, ma nulla di irreparabile era successo per Braehmer. Anzi, il mancino tedesco era reduce da una frazione positiva, sebbene stesse patendo il ritmo e la velocità imposti dal gallese, che aveva ben chiaro fin dall’inizio il modo per mettere in difficoltà l’attempato rivale. Tecnicamente, rispetto a Cleverly, Braehmer è un professore; ma non ha più, o forse non ha mai avuto, la solidità fisica e la disponibilità al sacrificio (sul ring come anche in palestra) necessarie per essere un vero campione d’élite. Si è sempre accontentato, Braehmer, di battere avversari più o meno abbordabili tra le mura di casa, approfittando di tutte le agevolazioni che i potenti promoter tedeschi (la Universum prima, i Sauerland poi) riuscissero a garantirgli. E’ stato svezzato nella bambagia, e lì è rimasto fino al termine della carriera, che possiamo facilmente individuare nel match di ieri, senza mai temprarsi veramente nella sofferenza e nella difficoltà estreme. Cleverly si è rivelato un rivale che, seppure non trascendentale, richiede un impegno superiore a quello che Braehmer possa profondere attualmente; né ci stupiremmo di sapere che l’infortunio, in realtà, non è effettivamente avvenuto o non è stato così grave da giustificare il ritiro, che potrebbe aver avuto anche altre motivazioni.

WBA light-heavyweight champion

Nathan Cleverly  batte Braehmer  per koti

Il gallese, come accennato, ha imposto il fisico, l’aggressività e l’agonismo. Non ha concesso un attimo di pausa a Breahmer, che letteralmente non è mai riuscito a scrollarsi l’avversario di dosso. Il tedesco ha avuto ottimi momenti: anzi, i colpi migliori erano regolarmente suoi in ogni round, con la sola eccezione del quarto. Negli ultimi secondi di quella frazione, Braehmer ha sbandato sugli effetti di un insistito attacco a due mani, cominciando forse a capire che, per vincere l’incontro, gli sarebbero servite risorse mentali, prima ancora che fisiche, non più nella sua disponibilità. Cleverly non è un campione vero: ha un fisico notevole ed è notoriamente un atleta eccellente, ma non ha qualità rimarchevoli. Non la potenza, né la tecnica: semplicemente, è in grado di portare molti colpi con velocità e continuità, diversamente da quanto possa fare attualmente il suo avversario. Così, ha surclassato Braehmer con la mole di lavoro ben prima che con l’abilità. Alcune azioni del tedesco (la difesa con la rotazione delle spalle, i rientri con il gancio o montante sinistro, l’ottimo jab destro che passava sotto il sinistro altrui) restavano pregevoli, ma erano in un rapporto numerico di netta inferiorità rispetto a quelle del rivale. Al giro di boa, era palpabile la sensazione che Braehmer, al si là dell’infortunio, avesse ormai esploso le cartucce migliori, mentre Cleverly sembrava ancora fresco e pronto alla battaglia.

Il gallese ha colto il riscatto che inseguiva da tre anni, ma “mala tempora currunt” nella divisione dei mediomassimi, una delle più competitive nel panorama attuale. La versione “super” del titolo WBA, per esempio, è ancora nelle mani di Kovalev, che l’aveva brutalmente strappata a Cleverly nel match di tre anni fa. Il russo sarà impegnato a novembre in un duello stellare con il californiano Andre Ward: chi ne uscirà vincitore sarà poi tenuto a riunificare il titolo WBA affrontando Cleverly, e sarà allora che il gallese perderà nuovamente la cintura. Ammesso e non concesso che riesca a tenerla fino a quel momento, malgrado i molti squali che infestano la categoria. Braehmer, invece, deve ponderare seriamente l’idea del ritiro, così da potersi dedicare a tempo pieno alla già avviata attività di allenatore.

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