Niente Mondiali per la nazione che ha trionfato ai Giochi 2012. La rinuncia alle Wsb è stata la molla che ha fatto scattare la sospensione. E il Cio sta a guardare…
L’attacco è cominciato. Una questione di ideali sportivi? Non direi.
L’Aiba ha sospeso a tempo indeterminato l'Inghilterra che non potrà così partecipare ai prossimi campionati del mondo che si terranno ad Almaty (Kazakhstan) dall’11 al 27 ottobre.
“In conformità con lo statuto dell'International Boxing Association (Aiba), il Comitato Esecutivo ha deciso all'unanimità di sospendere provvisoriamente l'Amateur Boxing Association of England (Abae) per gravi violazioni allo statuto Aiba, al regolamento tecnico e alle norme statutarie. L’Aiba non poteva tollerare le gravi violazioni commesse dall’Abae. Il Comitato Esecutivo ha anche messo in moto la Commissione Disciplinare per ulteriori indagini al termine delle quali saranno prese decisioni sul futuro dell’Abae all'interno dell’Aiba. La sospensione provvisoria vieta la partecipazione di tutti i pugili Abae, allenatori, e dirigenti ai tornei Aiba.”
Ma cosa è successo di così grave da accellerare una decisione che era nell’aria da tempo (ricordate la sospensione di Rob McCracken, il coach della nazionale olimpica colpevole di allenare Carl Froch, a un anno dai Giochi?)
Il primo “incidente” è nato quando Richard Carbon è diventato il nuovo presidente Abae ed ha messo in atto una vera e propria rivoluzione per gestire in proprio i cinque milioni di sterline dei fondi (1,2 solo per la nazionale) a disposizione del movimento dilettantistico britannico.
Il punto di rottura è avvenuto quando la British Amateur Boxing Association (Baba) ha comunicato di non potere più sostenere i costi relativi alla partecipazione dei British Lionhearts alle World Series of Boxing. La Federazione mondiale è andata su tutte le furie.
“L’Aiba/Wsb ha fatto un importante investimento sulla vostra franchigia, senza alcun ritorno da parte della Federazione nazionale o della Baba. Siamo veramente stanchi di assistere ai ripetuti conflitti interni alla vostra organizzazione e amareggiati per avere visto che tutto questo ha portato alla cancellazione di una squadra britannica dalle Wsb. Ci siamo così convinti che sia necessario aprire un’inchiesta sull’atteggiamento della ABAE e della Amateur Boxing Scotland.”
Il primo risultato provocato dall’inchiesta è stata la sospensione a tempo indeterminato.
L’aspetto non secondario della vicenda è rappresentato dal fatto che le Wsb saranno un momento fondamentale per la qualificazione ai Giochi di Rio de Janeiro 2016.
Vorrei ricordare che l'Inghilterra è stata una delle squadre leader ai Giochi di Londra 2012: tre ori (Luke Campbell nei gallo, Anthony Joshua nei supermassmi e Nicole Adams nei mosca donne), un argento (Freddie Evans nei welter) e un bronzo (Anthony Ogogo nei medi).
Il fatto che tre di loro (Campbell, Ogogo ed Evans) siano già passati professionisti uscendo dall’Aiba, e un quarto (Joshua, nella foto) stia per farlo, non ha certo giovato all'Inghilterra nella disputa.
Come si comporterà ora una delle nazioni più forti nel pugilato moderno?
L'Inghilterra a livello dilettanti conta un’incredibile attività, un numero elevato di affiliati e una qualità che i Giochi di casa hanno esaltato.
Professionismo e dilettantismo in quel Paese sono gestiti da due diverse Federazioni. Indipendenza, soldi, sponsor, televisioni ricche e talenti sono la forza britannica. Ed è proprio contro questa potenza che l’Aiba ha sferrato il primo vero attacco (contemporaneamente ha espulso anche il Camerun, ma la dimensione pugilistica di questa nazione non è attualmente paragonabile a quella dell'Inghilterra).
Niente Mondiali e la minaccia di estendere nel tempo la sospensione fino alle estreme conseguenze. Olimpiadi comprese. Siamo sicuri che tutto questo rientri nell’ambito di una saggia ed oculata gestione sportiva?
Il fronte del dissenso nel mondo del professionismo cresce. Nordamerica, Wbc, Wba, Ibf, Wbo, Ebu ed i maggiori organizzatori del mondo (Arum, De La Hoya e per ultimo Don King) si sono espressi negativamente su questi atteggiamenti dell’Aiba.
Ma ormai è chiaro. Solo il Cio può fermare le mire espansionistiche di questa associazione che vuole instaurare un monopolio sul mondo del pugilato. Non credo abbia alcuna possibilità a livello di professionismo. Ha invece sicuramente i mezzi per convincere nazioni più deboli o non interessati ai pro’ a cedere a livello dilettantistico. Il divieto di partecipazione ai Giochi è un’arma potente. Soprattutto per chi non vuole o non sa come tutelare la propria indipendenza.



