La nuova Lega si staccherà dalla Fpi l’1 gennaio 2017… “a meno che l’Aiba non ci ripensi. L’APB sarà un bagno di sangue economico” ha detto il presidente Brasca. Nori ottimista sui rapporti con la tv. I pro si tassano per pagare la produzione degli eventi…
Dall'inviato
Dario Torromeo
MILANO - Un incontro tra chi aveva scelto di illustrare il futuro del professionismo italiano e chi aveva domande da fare, dubbi da chiarire. Si è svolto a Milano nella sede regionale del Coni. Al tavolo dei lavori Nori, presidente della Lega Pro Boxe; il direttore generale Saettone; l’avvocato Bovolenta che ha curato la parte legale del nuovo statuto; Brasca e Tappa, rispettivamente presidente e segretario generale della Fpi. In platea tra gli altri la signora Jacoponi (segretario generale dell'Ebu), l’advisor della Lega Cassarà, Locatelli; il dottor Sturla, organizzatori, pugili arbitri, maestri, medici. Un'affollata riunione tra chi ama la boxe, chi la pratica e chi la gestisce.
È stato un incontro che ha chiarito qualche dubbio. Altri ne ha lasciati insoluti. Continuo ad essere convinto che tutto giri attorno alla presenza di una televisione che non sia solo mezzo per pubblicizzare gli sponsor, ma garantisca anche adeguati compensi economici. È il motore che tutto muove.
Il progetto è serio, professionale, ha l’incentivo dell’autoproduzione, poggia su un calendario scritto con largo anticipo. Manca solo qualcuno che dall’altra parte dica sì. Se a fine mese, come mi è sembrato di capire, anche questo nodo sarà sciolto il pugilato italiano potrà dire di essersi incamminato su una strada che sembra quella buona e la Casa del Professionismo saprà di essere costruita su basi solide.
È dunque ufficialmente nata la Federazione Italiana Pro Boxe, anche se è stato deciso che si chiamerà così solo a partire dall’1 gennaio 2017, data in cui cesserà ogni rapporto con l’attuale Federazione Pugilistica Italiana. A meno che.. Ma di questo parlerò in seguito.
Per qualche mese tutti i tesserati della Fpi potranno aderire alla Lega Pro Boxe che entro febbraio eleggerà presidente e Consiglio Direttivo: 6 organizzatori (quattro senior e due junior), 1 procuratore, 2 pugili (un professionista e un neo pro), 1 maestro. Resteranno in carica fino al 31 dicembre 2016. Da quel momento in poi le elezioni avranno cadenza quadriennale, seguendo il calendario olimpico.
Due le nuove figure. Quella dell’organizzatore junior e del pugile neo pro. Il primo sarà un tecnico o un dirigente societario, affiliato alla Fpi, che intenda organizzare l’attività dei neo pro.
I pugili collocati in questa categoria saranno quelli che combatteranno al massimo sulla distanza delle sei riprese. Dopo cinque incontri andranno a inserirsi tra i professionisti.
Prima di addentrarmi nell’analisi degli altri argomenti della conferenza stampa che si è tenuta ieri a Milano, vorrei fissare il punto di partenza.
La Lega Pro Boxe è nata nel luglio 2011. I risultati ottenuti sono stati esaltati dai dati messi a disposizione.
Nel periodo luglio 2008/giugno 2011 sono stati organizzati in Italia: 46 tricolori, 12 titoli dell’Unione Europea e 7 europei/mondiali/silver. Nell’arco di tempo tra luglio 2011 e giugno 2014 sono stati allestiti: 65 tricolori (+42%), 24 titoli dell’Unione Europea (+100%), 27 europei/mondiali/silver (+286%).
È stata resa nota anche la tabella delle entrate (dirittti televisivi e sponsorizzazioni). Nel perioro luglio/dicembre 2011: 230.000 euro, 2012: 1.300.000, 2013: 740.000, gennaio/giugno 2014: 450.000.
È stato detto che la quota parte dei diritti televisivi è “bassa, molto bassa”. A mia domanda è stato precisato che nel 2013 gli introiti provenienti dalla tv sono stati vicini al 30%. Cioè 222.000 euro in totale.
Quello della televisioni è il tema centrale, il motore che deve portare avanti l’intero movimento. La Lega ne è pienamente convinta, al punto che ha deciso di tassare percentualmente i ricavi di tutte le figure partecipanti al progetto: organizzatori, advisor e lei stessa. Con il ricavato saranno pagati i costi di produzione, in modo da garantire buona qualità e riduzione dlle spese a chi andrà poi a trasmettere il prodotto.
Al momento si sta reallizando un progetto da proporre alla Rai. A fine mese si spera invece di concludere una trattativa bene avviata con un’altra emittente nazionale. Il progetto prevede un calendario proposto con largo anticipo, 60/90 giorni. La pianificazione dell’attività dovrebbe essere la chiave vincente. Quarantotto riunioni annuali. Ogni mese due titoli italiani, uno internazionale e un evento principale: europeo o mondiale.
La svolta dovrebbe dunque avvenire l’1 gennaio 2017 con il distacco totale dalla Fpi. Ma… Il dubbio l’ha inserito Alberto Brasca, presidente della Federazione Pugilistica Italiana.
“L’Aiba è partita con grandi progetti che strada facendo si sono ridimensionati. L’APB sarà un bagno di sangue sotto il profilo economico. A quel punto l’Aiba potrebbe addirittura tornare sulle sue decisioni. Sembra che sia in atto un progetto che preveda la collaborazione con gli altri enti mondiali che gestiscono il professionismo. L’APB è un torneo che si svolge sulla falsariga delle WSB, non può certo spaventare gli Enti mondiali. È un’inezia. Anche qualitativamente è limitato. Clemente Russo è l’elemento più importante e popolare. Non ci sono altre medaglie olimpiche. Non è detto insomma che l’Aiba non ci ripensi. In quel caso la Lega continuerà a gestire autonomamente il professionismo, a noi resterebbe la gestione del settore sanitario, di quello della giustizia sportiva e degli arbitri.”
Questo e altro ancora ha detto Brasca.
“Sarà difficile stavolta qualificarsi per l’Olimpiade. Nell’APB abbiamo tre pugili. Picardi andrà a giocarsi la qualificazione in Cina, Valentino in Kazakistan. Solo Russo farà il torneo in Italia. Nel 2015, nel caso Valentino non ce la facesse al primo tentativo, organizzeremo la selezione olimpica dei 60 chili da noi.”
Sul professionismo lo stesso presidente ha avuto parole di grande considerazione.
“Tutti noi ci siamo innamorati della boxe guardando un campione del professionismo. Sono loro ad avere scritto la storia di questo sport. Purtroppo non c’è più la passione degli anni Cinquanta/Sessanta. Il pugilato l’hanno reso importante i grandi organizzatori: Branchini, Amaduzzi, Spagnoli, Tommasi. Non è certo stata l’Aiba a fare calare la popolarità di questo sport. Il dilettantismo è il terreno di coltura del professionismo.”
Non sono stati del tutto chiariti ruolo e figura del maestro. Il discorso è stato rimandato al 2017. “Fino ad allora potrà continuare ad allenare dilettanti e professionisti” ha detto Carlo Nori.
Un incontro positivo, soprattutto se il clamoroso passo indietro dell’Aiba annunciato da Brasca troverà conferma nel prossimo futuro.



