Polemiche per un match in cui hanno perso entrambi
Si può discutere all'infinito sull'opportunità di appioppare un richiamo ufficiale con tanto di punto di penalizzazione nell'ultimo round di un match tanto brutto quanto equilibrato, soprattutto in considerazione del fatto che il match non era stato limpidissimo neppure prima, si può anche provare la sensazione del provvedimento preso per tutelare il pugile di casa e dargli una spintarella poi risultata decisiva verso un verdetto di strettissima misura e comunque controverso, però le regole di un combattimento pugilistico non possono essere disattese solo perché si è all'ultimo round. Alla stessa stregua un calcio di rigore nel calcio non potrebbe allora essere fischiato nei minuti di recupero, se le regole ci sono ci sono e un rigore, o nel nostro caso un richiamo ufficiale decisivo, possono essere decisi al primo come all'ultimo secondo utile. Questo per spiegare il risultato del match fra i pesi massimi Bryant Jennings(nella foto) e Mike Perez vinto dal primo ai punti in 12 round con una spli decision che già fa discutere. E dalla fine bisogna dunque partire e da quella penalizzazione decisa dall'arbitro Harvey Dock e analizzarla freddamente senza essere di parte. L'episodio visto a se stante era da penalizzazione. Perez aveva alle corde Jennings e gli ha rifilato una testata in piena faccia, assolutamente volontaria. L'arbitro ha dato il break e Perez ha portato dopo il break un destro al volto e a questo punto è arrivato il punto di penalizzazione e vale la pena di far notare che l'arbitro, giusto o sbagliato che fosse, aveva già avvisato il cubano fuoriuscito in Irlanda di stare attento. Questi i fatti.
Un altro fatto è che a volte sul ring si può perdere in due senza contare l'arbitro ed è questo il caso perché qualsiasi verdetto fosse uscito dai cartellini dei giudici sarebbe stata comunque una bocciatura per entrambi i pugili. Il vincitore di questo match dovrebbe incontrare il vincitore dell'incontro fra Stiverne e Wilder e nessuno ha dato a vedere di meritarselo, se poi pensiamo a un Wladimir Klitschko le distanze diventano siderali e lasciano temere che andando avanti di questo passo bisognerà attendere che il campione del mondo ucraino o si batta da solo o si ritiri se ciò che è alle sue spalle è di questo livello. Dopo un primo round insignificante, a parte una innocua battaglia di jab fra il mancino Perez e il guardia normale Jennings, il cubano sembrava destinato a far valere una migliore tecnica, in realtà più apparente che reale. Abbandonata la tattica da incontrista sembrava deciso a fare lui il match e metteva qualche buon colpo isolato ma non occorreva molto tempo perché iniziasse a respirare a bocca aperta come un pesce appena pescato. Sembrava riprendersi nel 6° round, il suo migliore, dove metteva finalmente serie di colpi e riusciva a combattere non in clinch ma bastava che Jennings iniziasse a spron battuto il round seguente per riequilibrare le cose. I colpi puliti si contavano sulle dita di una sola mano, un bel destro di Jennings nell'8° round, alcune serie ai fianchi da parte di Perez comunque troppo tardive e per il resto blocchi, legate, spinte.
Una sola variante tattica al 10° round quando Jennings si metteva anche lui in guardia falsa e cominciava a portare bei jab destri e a confondere un poco Perez. Come non detto, suonava il gong e Jennings nell11° round tornava in guardia normale. Poi il finale già descritto. Due giudici avevano avanti il filadelfiano Jennings per rispettivamente14-113 e 115-112 , il terzo giudica vedeva Perez vincente 114-113. Noi avevamo 114-114, cioè un pari, considerato che avevamo dato pari il primo round e anche l'ultimo per 9-9 grazie al punto tolto a Perez.



