Il cubano ha superato lo choc di Abdusalamov?

Uno scontro come quello di sabato sera al Madison fra pesi massimi è in grado oggi di sollecitare curiosità e interessi superiori a quelli che provocherebbe in tempi migliori. La stagnazione della categoria, il dominio di Wladimir Klitschko e una serie di sfide improponibili all'ucraino, hanno alzato la fame dell'ambiente per dei protagonisti nuovi . Difficilmente in anni migliori ci sarebbe stata tanta richiesta per una sfida fra Deontay Wilder e Bermane Stiverne, tanto interesse per Tyson Fury al di fuori dell'Inghilterra, nè molto interesse per il match del Madison fra Bryant Jennings e Mike Perez che sarebbe stato uno dei tanti ed è invece il principale incontro di sottoclou di Golovkin-Geale.
( Foto Andrea Galbiati)
Attenzione, non vogliamo dire che nessuno dei pugili citati diventerà mai un protagonista, è gioco forza che Klitschko avrà un erede e potrebbe essere uno di loro così come un nome non ancora apparso all'orizzonte. Ma le delusioni in questi ultimi anni sono state tante anche se le persone più accorte non si sono mai esaltate per nessuno. Il 28enne cubano Mike Perez rappresenta però un caso un po' a parte. Aveva una carriera dilettantistica avviata benissimo con trofei giovanili importanti ma ha lasciato la sua isola per approdare in Irlanda e crescere lì. Dopo un lungo e paziente apprendistato si era fatto notare proprio al Madison con la vittoria sul russo Magomed Abdusalamov ma proprio questo incontro potrebbe avere bloccato la crescita del cubano. Abdusalamov è stato ricoverato in ospedale dopo il match per una emorragia cerebrale e messo in coma indotto. Ovviamente il mancino russo non combatterà mai più ma allo stato attuale delle cose neppure si sa se potrà recuperare le sue facoltà e, se sì, fino a che punto. Si ha un bel dire che sono incidenti del mestiere perché ne soffre anche il pugile che questo incidente ha causato e Perez ha sofferto particolarmente. Secondo chi scrive è stato rimandato sul ring troppo presto e contro un rivale, il camerunense Carlos Takam, troppo forte tanto è vero che in seguito ha battuto Tony Thompson. Perez vi ha pareggiato sembrando però ancora bloccato dal dramma legato alle condizioni di Abdusalamov. Nel presentare il match fra Perez e Jennings non si può prescindere da questi drammatici fatti. Jennings, 29enne di Filadelfia, è è un pugile di buona qualità. Lo abbiamo visto battere prima del limite il polacco Szpilka e ci è sembrato un buon massimo con buona tecnica pur non avendo un colpo pesante. Non ha mai incontrato pugili davvero bravi e potrebbe anche trovarsi a disagio contro la guardia falsa di Perez e le sue serie veloci. In circostanze normali indicheremmo Perez come favorito sia pure con una certa cautela. Ma queste non sono ancora circostanze normali e molto, forse troppo, potrebbe dipendere da come Perez abbia ora metabolizzato quanto abbiamo poco sopra ricordato.



