Livella, delitti, prime voci e pedate
Totò ha scritto in una splendida poesia che la morte è una livella. Vero, ma però non ha senso santificare chi in vita un santo non è stato. Josè Sulaiman se ne è andato, pace all'anima sua e riposi in pace ma siamo sicuri abbia fatto del bene al pugilato? Un piccolo esempio fra molti. Quando Spinks battè Alì il WBC spaccò in due il titolo mondiale dei pesi massimi perché Spinks voleva concedere una rivincita immediata ad Alì. In tutta la storia dei pesi massimi, con la piccola eccezione della WBA che detronizzò lo stesso Alì dopo la prima farsa con Liston, nessuno aveva osato tanto. Non solo, per la prima volta il WBC nominò un campione, Ken Norton, a tavolino, andando contro la logica che un titolo si conquista sul ring. Ma Sulaiman e Don King volevano mettere le mani sul titolo. Imperdonabile.
Nei giorni scorsi sono inciampato, è il caso di dirlo visto il livello basso, in uno pseudoarticolo che accusava un pugile, Lamont Peterson, di una serie di "delitti" cui mancava solo l'assassinio del Presidente Kennedy. Lamont Peterson, come suo fratello Anthony, è cresciuto in una carcassa di auto, abbandonata come loro lo erano stati dai genitori. Con una forza di volontà straordinaria è riuscito a costruirsi una vita e adesso arriva un saccente qualsiasi e lo bolla come un delinquente per un eccesso di peso in un match e una positività molto discussa in un altro caso. Prendersela con i pugili per la corruzione nella boxe è esercizio quasi sempre ributtante soprattutto quando sono altri i responsabili e non loro. Ha ragione Paulie Malignaggi a prendersela con chi scrive su Internet la prima cosa che gli passa per la testa.
Ascoltando la telecronaca di Marsili-Di Silvio riflettevo che per quanto riguarda la boxe in televisione in Italia mancano le prime voci, non le seconde che abbondano. Uno come Puppo perché non restituirlo alla boxe? E perchè non fare corsi di aggiornamento per gli altri? E poi proprio mentre in tutto il mondo si comincia a mettere in discussione la dicitura " titolo mondiale" quando si tratta di spesso vergognosi titoli di sigla bisogna ancora sentire le nostre prime voci andare in senso contrario?
La vicenda dell'autorizzazione negata a Massimiliano Duran per partecipare a un corso dà l'esatta misura di come siano caduti in basso l'AIBA e i suoi servi della FPI. E' del tutto evidente come Duran paghi le sue prese di posizione e la candidatura di suo zio alla Presidenza Federale. Ma quanto male questi dirigenti devono ancora fare alla boxe prima di essere cacciati a pedate?



