Cavalli, cubani e donne pugili
Pasquale "Puma" Di Silvio è finalmente diventato Campione Italiano dei pesi leggeri dopo 4 tentativi falliti. E finalmente ha avuto un verdetto equo. Il precedente era stato...equino.
Azzeccare un pronostico, o anche avvicinarvisi, è frutto di tante cose, dalla conoscenza al ragionamento e anche di un po' di fortuna. Gianni Brera diceva che i pronostici li sbaglia solo chi li fa, era il più grande giornalista sportivo ma non credo abbia mai vinto al Totocalcio. Quindi ci sta che molti abbiano puntato senza esitazioni su un pugile come Nonito Donaire. Ma anche il pronostico più deciso va espresso con giudizio e beneficio d'inventario. Sul web gira gente che prima sbaglia, poi, come dicono a Roma, "perde la brocca" e spara insulti a destra e a manca. Ne fa le spese anche il sottoscritto, soprattutto da un paio (o è uno schizofrenico che si sdoppia?) di comici d'avanspettacolo ai quali per un solo motivo non si può dire di lasciare il pugilato ( di cui non capiscono nulla) per darsi all'ippica: non li vorrebbero nemmeno i cavalli.
Ogni volta che una nuova star raggiunge i vertici c'è qualcosa che non mi impedisce di pensare al loro futuro di uomini. Fra i grandi cubani Kid Chocolate e Kid Gavilan sono morti in miseria, Josè Napoles pare se la passi decisamente male nel Messico che lo accolse, Benny Kid Paret fu sacrificato all'esosità di un manager e al torpore di un arbitro, Doug Vaillant si impiccò in un parco di Miami, Jose Stable è finito all'ergastolo, Teofilo Stevenson alcoolizzato. E' difficile considerare Guillermo Rigondeaux una nuova star dopo quello che ha fatto anche in maglietta e caschetto. Farà ancora molto, ma a lui auguro soprattutto una vita diversa e migliore.
Ho visto ancora una volta Cecilia Braekhus, la mia preferita fra le donne pugili e la dimostrazione vivente di come anche il pugilato femminile meriti rispetto. Rispetto che rischia di perdere presentando sul ring una 45enne come Mia St John, ormai del tutto inadeguata al compito che aveva di fronte. Sarebbe bene ricordarsi che il pugilato è pericoloso anche per le donne. Vogliamo aspettare la prima vittima prima di preoccuparci?



