di Gualtiero Becchetti
Ragazzino debuttante o campione affermato, non c'é pugile che s'appresti a salire sul ring a cui il cuore non batta forte-forte. Paura? Probabilmente sì. Non é paura? Allora chiamiamola stress, emozione o come altro preferiamo ma la sostanza è sempre la stessa: battersi con un avversario é un evento difficile, rischioso, ricolmo di ansie evidenti e nascoste.
Lo sanno i maestri. E in quel "confessionale" che é lo spogliatoio prima di un combattimento, ciascuno a modo suo e a seconda del pugile che ha dinanzi a sè, ogni tecnico ha come obiettivo principale la traquillità dell'atleta e dell'uomo. Che lo persegua avvolgendolo nel più assoluto silenzio o in un mare di parole o facendolo parlare a ruota libera, poco importa. Fondamentale é fargli scavalcare le corde con le ansie ridotte, per quanto possibile, al minimo. Tutti, ma proprio tutti sono consapevoli, in qualsiasi disciplina sportiva ma anche nella vita quotidiana, come la paura che s'avvinghia al cuore e al cervello manipoli tutto, faccia scendere la nebbia dinanzi agli occhi e conduca al disastro. Al suono del gong può spingere l'atleta alla folle aggressività di chi é disperato o all'arrendevole atteggiamento di colui che é già rassegnato alla resa.
"La prima qualità di un pugile?-Mi disse tanti anni fa un vero campione-Il coraggio! Sì, perché se non hai coraggio sul ring perdi la testa, dimentichi tutto ciò che sai fare e puoi essere il più bravo del mondo il palestra, ma lì diventi in un minuto il più scarso!...".
Pure io, che non sono né un tecnico né un pugile ma un professore di scuola, conosco bene come sia quasi identica la condizone di uno studente che deve sostenere un esame importante. E allora le parole dell'insegnante sono volte a rasserenarlo, a mantenerlo concentrato ma con ottimismo, a schiarire i nuvoloni neri che incombono dentro di lui...
Ecco. Se lo sport e il pugilato in particolare insegnano tanto, questo é il momento di ricordarlo e di diffonderne il messaggio.
Tutti noi italiani ci troviamo oggi su un ring senza corde, senza arbitro e con regole gettate alla rinfusa.
L'avversario é insidioso, ma niente é imbattibile in questo mondo. Neppure lui...
Su la guardia, ricordiamo gli insegnamenti del maestro, usiamo la tecnica e conserviamo il cervello saldo e pronto.
Basta con la paura. O lui vincerà.
Non ho mai visto combattere un pugile rassegnato né uno studente spaventato sostenere un esame superando brillantemente le rispettive prove.
Aveva ragione quel campione: "La prima qualità? Il coraggio...".



