
di Gualtiero Becchetti
Sul congresso dell'Aiba, previsto il 12-13 Dicembre prossimo con l'approvazione del "terrificante" bilancio economico, delle modifiche allo Statuto e ovviamente con la nomina del nuovo presidente (cinque candidati!), saranno puntati gli occhi del Comitato Olimpico Internazionale per verificare se davvero l'ente mondiale volterà pagina o invece darà una veloce mano di bianco sulla muffa. In ogni caso a Tokio la boxe, per quanto ancora "sotto lente" da parte del CIO, é quasi certo che si sarà, anche perché le Olimpiadi senza guantoni sarebbero come il vasetto della Nutella senza la Nutella…
Confesso di non avere seguito molto le oscure e squallide vicende dell'ente in coma profondo perché cerco di vivere la Nobile Arte con un certa leggerezza e senza prendermela più di tanto per cose che sfuggono alla mia possibilità d’intervento. Le informazioni le ho acquisite documentandomi sui giornali nazionali e stranieri e soprattutto usufruendo degli articoli che ha pubblicato Dario Torromeo anche di recente proprio su Boxeringweb e mai smentiti neppure di una virgola dai diretti interessati.
Che i responsabili del disastro siano malfattori o amministratori incapaci, gangster o persone prive di “sale in zucca”, amici, complici o famigliari, signore di larghe vedute o immacolate fanciulle, non m’interessa. E non m’interessano nemmeno le acrobazie dei più stretti “compagni di merenda” di quelli che hanno fatto finire il pugilato in terapia intensiva e ora s'atteggiano a innocenti angioletti, come se mentre tutto accadeva sotto i loro occhi essi fossero impegnati a suonare l’arpa su una candida nuvoletta.
E’ cosa vecchia…
Ma attenzione! Non ci s'illuda che le vergogne per cui tutto il mondo si é sentito in diritto di irridere il pugilato verranno eliminate in "due-e-due-quattro". Come i tappi di sughero i responsabili & C. ad ogni ondata affondano e riemergono perché ciascuno nasce con la propria vocazione e la loro é stare sempre a galla, con qualsiasi mezzo e ad ogni costo.
Come é stato detto da qualcuno, "spesso i cattivi battono i buoni perché essi osano fare ciò che le persone perbene non oseranno mai fare".
Tornando agli aspetti sportivi, spero comunque con tutto il cuore che alle ri-Olimpiadi giapponesi, dopo quelle del 1964 in cui conquistarono l’oro Fernando Atzori e Cosimo Pinto, mentre Bepi Ros, Franco Valle e Silvano Bertini giunsero al bronzo, ci sia qualche azzurro (le ragazze sembrano avere maggiori possibilità, almeno sulla carta) o sarà un disastro senza precedenti nella centenaria storia del pugilato italiano, con devastanti danni d'immagine e di credibilità. Certo, il turbinoso avvicendarsi nel presente quadriennio olimpico di tecnici italiani e stranieri, i reiterati e deludenti risultati agli Europei e ai Mondiali, le diatribe interne alla Nazionale culminate persino con l'intervento delle mamme sulla conduzione dei propri figli e adesso pure il contagio di massa al Centro Nazionale di Assisi non hanno faciltato e non facilitano la situazione, ma alla fine sul ring salgono soltanto i pugili, maschi e femmine, e nelle loro mani è il destino prossimo della boxe tricolore. Meglio così.
Le qualificazioni sospese a Londra nello scorso marzo per la pandemia riprenderanno in febbraio da dove erano state interrotte, per cui vedremo gli ultimi due italiani in gara giocarsi le loro chance.
Fiori negli 81 kg. si troverà di fronte il potente russo Imam Kathaev, uno di coloro che a Londra ha maggiormente impressionato, e se dovesse farcela affronterebbe poi l'azero Alfonso Dominguez, n° 2 del tabellone. Mouhiidine nei 91 kg. si batterà con il non irresistibile turco Ylyas poi troverà, in caso di non impossibile vittoria, l'altro temibile russo Muslim Gadzhimagomedov. Per chi non ce l'avrà fatta a conquistare il pass per Tokio, ci sarà l'ultimo torneo mondiale di "ripescaggio" in maggio, quindi ormai vicino ai Giochi Olimpici che inizieranno il 23 Luglio.
L’essere umano quando ha le spalle al muro spesso offre il meglio di sé.
Il “purgatorio” che il dilettantismo sta vivendo a livello globale tra malaffare e pandemia potrebbe trasformarsi nella preziosa ed estrema occasione di una pulizia attesa da decenni, profonda, totale, senza tralasciare neppure gli angoli più scomodi e tale risanazione procurerebbe benefici per molti anni.
Pulizia morale, strutturale, meritocratica, culturale e organizzativa. Pulizia sul ring e soprattutto sotto al ring con l’allontanamento degli inutili, dei cialtroni, dei furbi, degli indolenti, dei maneggioni che della Nobile Arte amano solo le occasioni turistiche, le foto sui giornali e specialmente quanto rimane impigliato nelle loro tasche.
Se tutto ciò accadesse davvero, allora le tribolate Olimpiadi nipponiche assumerebbero un altro aspetto e diventerebbero come la conclusione di una lunga e sofferta permanenza in ospedale prima di ritornare finalmente sani come pesciolini di torrente.
Non dispero.
Il pugilato prospera dovunque, quando ci sono bravi pugili e un “contorno” degno di loro. Chi un giorno ne sarà testimone a casa nostra, forse dirà che avevo avuto un pizzico di ragione.
Lo spero e ne sarei contento, proprio contento!



