
di Gualtiero Becchetti
Un altro anno è finito e non resta che dire stavolta da sotto la mascherina: meno male!…
Ci sarebbero tante cose da commentare, bilanci da fare, ringraziamenti e maledizioni da diffondere ai quattro venti.
Ci sarebbero la vita di casa, il gruppo degli amici, la propria città, poi l’Italia, l’Europa e il mondo da rimettere a posto…Troppo, almeno per me!
E perciò mi limiterò a sfiorare solo il piccolo caravanserraglio del pugilato italiano.
A poche ore dal 2021, il rischio è di ripetere gli auguri rituali e fasulli, le prediche pallose, i propositi tanto velleitari quanto inutili, le critiche e i rimpianti che ormai non servono a niente.
Allora mi affaccio metaforicamente alla finestra per dire qualche piccola cosa a chi passa sotto e ha voglia d’ascoltarmi, almeno tra coloro che amano stare vicino ai ring:
-Pugili, non dimenticatelo: siete voi il principio e la fine della Nobile Arte! Fate in modo che nel 2021 qualcuno finalmente capisca che senza di voi la saracinesca si chiuderebbe per sempre e anche senza la complicità della pandemia. Noi sappiamo che già lo sanno tutti...ma se non vi fate sentire, continueranno a fingere di non no saperlo!
-Tecnici, a qualificarvi come “maestri” non sono i diplomi incorniciati alle pareti e le stelle da sceriffo appuntate al petto, ma piuttosto i ragazzi che vi diranno “grazie” per la vita intera. Questo é l’attestato che più conta. La reale certificazione di un quotidiano, oscuro, umile e straordinario lavoro lontano dalle luci e del quale pochi riconoscono il valore. Un lavoro che richiede tantissimo, senza sconti e che se non svolto al meglio crea danni irreparabili al pugilato e agli atleti.
-Arbitri e Giudici, ciò che decidete in un pochi minuti può determinare il futuro di un giovane; quanto di meglio la vostra opera possa regalarvi nel prossimo anno consiste nel non avere rimorsi. Siete i protagonisti di un compito tremendamente difficile. Rispettatelo e attuatelo seguendo le indicazioni della vostra competenza e della vostra coscienza e allora anche gli inevitabili errori faranno meno male.
-Giornalisti e telecronisti di pugilato, svolgete una bella e affiscinante professione. In cambio di tale privilegio é indispensabile che la viviate con passione, misura e il massimo rispetto di chi é oggetto delle vostre parole. E pure in lingua italiana. Verità dei fatti e conoscenza della materia sono i requisiti inderogabili. I ragazzi che scavalcano le corde del ring lo meritano, unitamente a tutti quelli che vi leggono, vi ascoltano e amano il pugilato.
-Dirigenti, importanti o meno che siate ricoprite un ruolo in cui la competenza dovrebbe andare sottobraccio all’amore per il ring, gli atleti e per chi “vive” la boxe ogni giorno di ogni anno e non solo durante le “sfilate” che precedono e seguono i match. Se vi riconoscete in questo, vi auguro un anno nuovo stracolmo di soddisfazioni; se dopo un sincero esame di coscienza non vi riconoscete, allora spero che le vostre guance diventino un po’ rosse. Per poi dedicarvi ad altro.
-Candidati alle elezioni per il rinnovo delle cariche federali, la Nobile Arte verde-bianco-rossa é finita nei trafiletti delle ultime pagine dei giornali. In senso reale e metaforico. La speranza é che il 27 Febbraio 2021 scopra persone capaci, dotate di fantasia, di sapienza "guantata", di voglia di provare e persino di sbagliare. Il timore é che tutto "rotoli" come adesso, sempre uguale e senza "slanci" come un vecchio travestito da giovane. Il cuore della boxe é in mezzo al ring e non su incerte poltrone che alla fine non aggiungono né tolgono nulla al reale valore umano di chi le occupa.
-Caro pugilato, il momento è duro. Stai lottando per sopravvivere, per il tuo domani e per quello di una moltitudine di appassionati. Ti auguro di trascorrere il nuovo anno con un lumino di speranza, ma soprattutto ti auguro di essere incazzatissimo e a testa alta. Riscopri il tuo orgoglio e ricorda che ne hai passate di tutti i colori nel corso della tua storia e perciò nessuno può permettersi di prenderti per i fondelli o mettere a repentaglio la tua esistenza. Talvolta, la buona “cattiveria” serve a rammentare, a chi se ne fosse dimenticato, che il rispetto delle regole e della cavalleria vale per tutti, nella vita come nel pugilato. Non solo per chi mette i guantoni.
Se ciò accadrà, tra mille anni qualcuno sarà ancora qui a farti gli auguri per il domani e pure per il dopodomani…
Tanti auguri a tutti!



