
di Gualtiero Becchetti
Voi gli potete dire ciò che volete, ma non é contento.
E non curatevi se egli combatta con la canottiera o a torso nudo. Conta poco. Soldi ne vede pochissimi, la fama nemmeno sa cosa sia e le palestrine semideserte dei vari tornei in giro per l’Italia non lo gratificano di certo. E non lo gratificano nemmeno le differite o le registrazioni con orari a piacimento di emittenti televisive per pochi “ammalati” di boxe. In fila per anni in attesa di una maglia azzurra che non arriva mai o di un titolo professionisitco incerto come i sogni all’alba o con la valigia pronta per volare all’estero e finire purtroppo frequentemente molto male, sono un destino che non facilita la riscossa.
Tutto procede per inerzia. Tutto va avanti per non andare indietro e bene che vada rimane fermo. E lui s’allena, fatica, fa sacrifici insieme alla sua famiglia, rinunciando a tante cose. Non glielo ordina nessuno. Nemmeno il medico. Se lo fa è perché ha dentro di sé un’irrazionale passione a cui non sa chiudere la porta in faccia. Però, così non c’è futuro. Non c’è una ventata e nemmeno un refolo d’aria che faccia pensare ad un domani diverso. Procede nelle brevi, sia nella vita come sui giornali. E ci mancava pure la pandemia...
I suoi cari lo rimproverano e l’accarezzano, qualche amico gli chiede com’è andata, in Facebook alcuni appassionati gli dicono che è un “campione” allorché vince e glielo ridicono per consolarlo quando perde, anche se é lui il primo a sapere di non essere un campione. Sempre così. E un po’ per volta le tempie s’ingrigiscono o il “fuoco” del guerriero si spegne. In fondo, alla fine sa di avere fatto tutto, piccolo o grande che sia stato, per se stesso. Rimpianti e soddisfazioni, ricordi e delusioni si bilanceranno nel suo cuore e gli rimarrà l’orgoglio di essere stato pugile.
E’ nato in un periodo e in un luogo sbagliati, mille anni lontano da ciò che aveva vagheggiato sfogliando giornali e fotografie dei suoi predecessori dei bei tempi andati. Peccato. Ma la vita è così. Una ruota che gira all’impazzata o cigolando. In un modo o nell’altro non si può evitare di vivere ciò che a ciascuno è stato riservato di vivere.
Ritorneranno giorni migliori? Il pugile non sa quando e per chi, ma ne è comunque sicuro. Come tutti gli innamorati che non si rassegnano mai ad un abbandono.
Altrove è rispuntata l’alba. Rispunterà anche qui.



