Inutile il coraggio del poco preparato ecuadoriano
Alla fine contro Shawn Porter sul ring di Ontario in sostituzione di Roberto Garcia non è salito Karim Mayfield ma il 26enne ecuadoriano Erick Bone che nel balletto della sostituzione fatto poche ore prima del match era stato nominato ancora prima di Mayfield. A volte queste sostituzioni si rivelano dei veri boomerang per i pugili favoriti, a volte per gli organizzatori. Non diremmo che si sia trattato di nessuno di questi due casi perché poi il pubblico si è divertito ma la nostra impressione è stata che comunque il coraggioso Bonè, sconfitto per K.O. al 5° round, non fosse così preparato come sosteneva di essere. Certo per Bonè si trattava di un grosso salto di qualità da dover affrontare anche se era già stato sconfitto da quell'Alberto Mosquera che nel 2011 aveva pareggiato con il nostro Brunet Zamora. Però soprattutto nelle prime riprese Bonè era troppo spesso fuori tempo di fronte a un Porter che certo lento non è e che ama venire dentro e scambiare da vero fighter. Bonè avrebbe dovuto agire d'incontro e pedalare molto ma non era in condizioni di farlo e ha accettato la battaglia. Questo fatto ha prodotto scambi a viso aperto, accontentato il pubblico ma Bonè ha finito col fare il match di Porter. Il superleggero statunitense, al rientro sul ring dopo avere perso il titolo di sigla IBF contro l'inglese Kell Brook. ha messo giù l'avversario, già sanguinante dal naso, con un destro al corpo e, quando questi si è rialzato, lo ha assalito chiudendo la contesa con una serie di tre ganci al volto. Questa volta l'ecuadoriano non ha fatto in tempo a rimettersi in posizione verticale. La "voglia" mostrata da Porter è stata comunque un segnale importante.



