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Hall of Fame 2022

I protagonisti della nostra storia.Valerio Nati, da Forlì al tetto del mondo

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di Flavio Dell’Amore

Un volto e due anime. Grintoso e implacabile sul ring, sorridente e disponibile nella vita di tutti i giorni. È il profilo di Valerio Nati, un atleta che sin dal primo approccio con il pugilato decide di dedicargli tutta la sua passione e la massima professionalità anche a prezzo di notevoli sacrifici.
A nove anni frequenta già la palestra all’Edera Boxe Forlì nel tentativo di emulare suo fratello Luciano, promettente novizio dalla boxe tecnica e spumeggiante. Impressiona subito il maestro Rino Rossi per la tenacia negli allenamenti e per la capacità di combattere ad alto ritmo ma nel 1975 un incidente con la motocicletta sembra compromettere un futuro da atleta. La diagnosi dei medici è preoccupante: frattura multipla agli arti superiori, al bacino, incrinature delle costole.
Valerio esce da questa dura esperienza grazie a una grande forza di volontà e un rigore assoluto nel perseguire il processo di riabilitazione.
Sceglie la Marina militare per il periodo di leva. In un match dilettantistico a Ferrara lo nota il responsabile tecnico FPI Carlo Capo Repetto, che lo chiama immediatamente nella squadra azzurra dove disputa diversi match. Nel 1977 con la maglia della nazionale partecipa al torneo Internazionale di Rimini. Qui approfondisce il rapporto con il concittadino forlivese Giorgio Bonetti allora già attivo procuratore di boxe che lo convince a passare professionista.
L’esordio è a Faenza, il 7 aprile 1978, con una vittoria ai punti su Domenico Palumbo a cui seguono nove successi consecutivi ma anche una grave perdita.
Il fido maestro, la guida professionale e umana, Rino Rossi muore in un tragico incidente e per il giovane forlivese il colpo è molto pesante. Ma non c’è tempo per fermarsi sotto al ring. Un gruppo di amici imprenditori della filiera forlivese del mobile imbottito si rende disponibile per finanziare a Forlì la sfida valida per il titolo italiano dei pesi gallo, da poco nelle mani del bravo lombardo Giuseppe Fossati. Tra il tripudio dei fan locali Valerio vince ai punti grazie a un ottimo finale di match. L’inizio degli anni Ottanta coincide con la consacrazione di Nati a livello internazionale. Dopo una difesa tricolore a spese di Buglione il 3 dicembre del 1980 il 53 kg che ora in molti chiamano Tigre di Forlì sfida nella sua città lo spagnolo Juan Francisco Rodriguez per il titolo europeo vacante dei pesi gallo. Un evento portato abilmente in Romagna dall’indimenticabile Rodolfo Sabbatini che ora cura gli interessi di Valerio, unitamente a Bonetti.
È un match dove il ritmo e l’azione offensiva di Nati emergono e gli consegnano con un successo ai punti la cintura EBU. Al neo campione Boxe Ring dedica la copertina del numero di gennaio 1981. Un anno zeppo di soddisfazioni per Nati. Dopo aver riportato il pugilato italiano in Europa, difende per ben quattro volte il titolo continentale contro Vicente Rodriguez(ko al 5° round), John Feeney ( ai punti), Jean Jacques Souris(ko 2) e Luis De La Sagra (ai punti).
Nel gennaio del 1982, quotato nelle classifiche mondiali, Valerio si esibisce a Castrocaro Terme in quella che sarà una performance da incorniciare . L’avversario è il campione di Spagna Esteban Eguia, che si presenta in Romagna con un palmares di 39 vittorie due sconfitte e due pari. Il campione romagnolo mette al tappeto l’iberico nel quarto round con la sua arma migliore, il montante sinistro al fegato, e lo costringe alla resa nella ripresa successiva.
Nel dopo match Sabbatini informa Nati che ha negoziato una sfida con il campione Wba dei pesi gallo Jeff Chandler per il mese di settembre all’Arena di Verona. L’entusiasmo dilaga, ma in pochi sanno che un avversario assolutamente terribile è in agguato. Nati fatica enormemente a fare il peso e in pochissimi sono al corrente del problema. Accetta di mettere il palio il titolo europeo alla fine di aprile contro Giuseppe Fossati a Lignano Sabbiadoro. Cinque giorni prima della rivincita il campione inizia ad alimentarsi succhiando solo mioglobina dalle bistecche, senza ingerire la carne. Fossati domina nettamente il match su di un debilitato Nati che tocca il tappeto due volte.
Valerio deve ricominciare da zero e lo fa soffrendo contro un Richard Saka che gli strappa il pari a Sassari in novembre. Nel 1983 il terzo match contro Fossati a Bologna, con il desiderio di riconquistare l’Europa, fallisce ma almeno ne esce un pari. La stampa parla di un Nati in declino. L’orgoglio è ancora intatto. Arriva una offerta di Umberto Branchini per un derby tutto romagnolo contro l’imbattuto riminese Loris Stecca in grande ascesa. In palio il titolo europeo dei pesi piuma a Camaiore. Finalmente l’ingresso nella categoria superiore. Stecca vince ai punti, ma Valerio non ne esce ridimensionato. Disputa un match dai grandi contenuti agonistici e torna ad incassare molti complimenti dalla stampa e dai tifosi.
Torna l’ottimismo a Forlì e il binomio Bonetti–Nati sceglie nel 1983 di intraprendere una impresa temeraria. Sfidare a Belfast uno dei pesi piuma più temuti a livello internazionale: Barry Mc Guigan, mai battuto in Irlanda. In palio il titolo Ebu vacante dei pesi piuma. Lo sparuto gruppo di forlivesi che seguì Valerio nella trasferta fa un tifo d’infermo, ma McGuigan è fisicamente troppo superiore al romagnolo che è costretto a cedere al sesto assalto.
Mai Nati aveva perduto due match consecutivi.
Tra il 1984 e il 1986 vince 14 combattimenti, di cui otto prima del limite e nel 1987 si presenta l’occasione di sfidare il francese Marc Amand per il titolo europeo vacante dei pesi piuma. A Forlì, Amand si ferma per una ferita al secondo round. Nati torna campione Ebu a quasi 31 anni.
La prima difesa contro Vincenzo Limatola vede la conferma di Nati, ma in un modo che solleva infinite e dure polemiche. Alla fine del settimo round, in un caotico scambio di colpi, Valerio va al tappeto. Limatola viene squalificato. Altro momento difficile per Nati, che è tornato ad avere problemi di peso e riceve la notizia del ritiro dalle scene dell’amico manager Bonetti.
Il forlivese entra nella scuderia di Umberto Branchini che vanta già Maurizio Stecca, Loris Stecca e Francesco Damiani.

Branchini convince, all’inizio del 1988, Nati a lasciare il titolo europeo per volare a Miami ad affrontare il Campione Wba dei pesi piuma Antonio Esparagoza. Valerio si prepara con enorme impegno, parte con grande ottimismo per la Florida ma alla vigilia del match l’evento viene annullato.
Nel novembre 1988 un’altra grande occasione per Nati. Branchini attira il campione Daniel Zaragoza a Forlì, ma il titolo che l’artista del ko venezuelano mette in palio è quello dei supergallo. L’orgoglio smisurato di Nati lo convince ad accettare due match temerari allo stesso tempo: peso e avversario. Affrontare a 55,338 kg un grande campione come il messicano è una impresa al limite delle sue possibilità. Nella settimana precedente al match Nati si allena e digiuna. Poi digiuna e si allena e in una diretta televisiva mondiale HBO da Forlì, Zaragoza lo batte per ko alla quinta ripresa davanti a 2500 tifosi.

PAVIA BOXING CORDA

 

A 30 anni il tigre è ancora capace di graffiare? La risposta arriva nel dicembre del 1989 a Teramo, con in palio il titolo mondiale Wbo dei supergallo. Lo mette in palio il californiano Ken Mitchell, alla sua terza difesa. Nati inizia bene con un accurato martellamento ai fianchi del pugile di Stockton che, innervosito, al terzo round rifila una testata al romagnolo. Mitchell da l’impressione di poter gestire il match, ma al quarto assalto colpisce di nuovo con la testa. La ferita di Nati è profonda e l’arbitro Wiso Fernandez decide di interrompere il match.
La lettura dei cartellini è generosa per Nati: 40-37, 40-36, 40-38.
Valerio Nati è campione del mondo!
Non mancano le contestazioni al verdetto, ma su una cosa commentatori Tv, stampa e tifosi sono d’accordo: Valerio Nati meritava di chiudere la carriera con un mondiale di sigla.
La difesa della cintura è programmata a maggio 1990 sul ring di Sassari. L’avversario è il 26enne portoricano Orlando Fernandez, un giovane ambizioso e capace di combattere ad alti ritmi. Valerio arriva in terra sarda non senza lottare con la bilancia, ma di fronte ai furiosi attacchi di Fernandez può solo opporre uno smisurato coraggio. Perde per kot al decimo round. L’ultimo ruggito non è stato ancora lanciato. Nell’ultimo match della carriera, disputato il 17 agosto del 1991, Valerio batte a Boville Esteban Perez Quinones per kot al quarto assalto.
Voleva assolutamente quella vittoria per chiudere la sua splendida carriera sul ring. Ma il rapporto con la “noble art” per Valerio non si ferma. Entra nel quadri tecnici federali FPI nel 1991, sono altri 25 anni di successi. Allenatore in varie categorie segue dall’angolo Vidoz, Russo,Valentino, Picardi. Dal 1996 al 2000 è responsabile della nazionale azzurra Junior.
Collabora attivamente con i responsabili della nazionale maggiore, Patrizio Oliva e Francesco Damiani.
Valerio dice sempre che la boxe è un film con un secondo tempo infinito.

Sabato 29 ottobre nel salone d'onore di Palazzo Albicini, a Forlì, si terrà la quarta edizione della Hall of Fame del Pugilato Italiano. Saranno celebrati sei protagonisti della nostra boxe. Umberto Branchini di Gualtiero Becchetti è il quarto ritratto della galleria di campioni. I primi tre: Enrico Venturi di Vittorio Parisi, Mario D'Agata di Franco Esposito, Valerio Nati di Flavio Dell'Amore li trovate in Homepage, nella sezione riservata alla Hall of Fame. La storia continua...

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