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Hall of Fame 2023

Angelo Poletti l’enologo che arbitrava le leggende

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di Flavio Dell’Amore

Dicembre 1952.  
Il futuro vicepresidente FPI, ed Ebu, Bruno Boari è in visita di cortesia alla Enal di Lugo, società allenata dall’indimenticato Cesarino Gordini, ex campione italiano del Dopolavoro nei pesi massimi a Milano nel 1938. 
Gordini sta dialogando con Boari mentre sale sul ring, per una sessione di sparring, un giovane diciannovenne. Alto slanciato, braccia lunghe e occhi pieni di eccitazione.
Cesarino lo indica a Boari, lo presenta come il nuovo campione emiliano dei pesi welter.
“Si chiama Angelo Poletti pugilisticamente è nato alla Cognetex di Imola, seguito dal maestro Alessandro Salvatori. Ora si allena con noi. Sul ring ci sa fare, diventerà qualcuno”. 
Non si sbagliava. Quel giovane raggiungerà il successo, facendo però una scelta diversa da quella che si aspettavano allenatori e dirigenti della società. 
Nel 1957 l’imolese diventerà arbitro e giudice.
È uno dei pilastri della stirpe dei  vinificatori di Imola. Enologo, ha proseguito la passione del padre Aurelio che fondò nel 1928 la Casa Vinicola Poletti. Angelo è sempre stato innamorato del pugilato di qualità, soprattutto quello DOC, come i suoi vini. La sua non era una boxe rude e nemmeno potente, poteva sicuramente definirsi armonica e felpata. Ha sempre trasmesso questa passione per l’arte nobile a tutti quelli che lo conoscevano. La sua devozione verso il pugilato anche oggi continua a essere contagiosa.
Arriva velocemente ad arbitrare titoli nazionali. Sul ring è sempre concentrato al massimo, si muove con eleganza e sicurezza, raccoglie il miglior riconoscimento che un arbitro possa avere: l’imparzialità nella gestione del match e nei giudizi. 
Nel 1972 è giudice nel suo primo titolo europeo: Fritz Chervet contro Mariano Garcia, a Ginevra. L’anno seguente a Kiel, in Germania, arbitra il primo campionato europeo, quello tra Abend e Brami. Nel 1976, a Berlino, dirige il primo mondiale. 
Per la prima volta incrocia una leggenda del ring.  
Emile Griffith sfida il campione dei superwelter Wbc,  Eckhard Dagge.  Griffith,ha 38 anni e i tempi di Benvenuti, Monzon , Napoles, Antuofermo sono ormai lontani-

Poletti rivive  nitidamente il fascino  che irradia  il grande Emile. 
“Ricordo i suoi muscoli scattanti, il passo felino, il colpo d’occhio infallibile. Vince ai punti Dagge, anche se io decretai un pari. L’anno dopo lascerà il ring, lo ricordo ancora come un mito assoluto”.  
A Montecarlo nel luglio del 1977, lo aspetta un compito da far tremare i polsi. Viene inserito nella terna  giudicante del secondo match tra Carlos Monzon e Rodrigo Valdez. 

Un’atmosfera elettrica si impadronisce dello Stadio Louis II, a Fontvieille. C’è qualcosa di strano nell’aria.                                                                                                                                                                                                                                                     Un Un destro veloce e preciso di Valdez, nel secondo round, manda al tappeto Monzon. Lo stadio si ammutolisce e anche Poletti è stupito. 
“Nessuno se lo aspettava. Ma la belva che era dentro Monzon non era morta. Si rialzava, rimetteva in funzione il suo micidiale destro e così andava avanti per le rimanenti tredici riprese. Alla fine avevo due punti per l’argentino. A volte ripenso a quella notte. Ho giudicato l’ultimo match di Carlos Monzon, mi sembra impossibile”.
Nel 1978 Angelo, al Teatro Ariston di Sanremo arbitra la sfida valida per titolo Wba e Wbc dei pesi medi. Hugo Corro sconfigge Rodrigo Valdes.
Il 4 febbraio 1979 Poletti tocca il punto più alto della carriera. 
La suggestione dei ricordi ci porta al Palasport di Rimini, lì dove il campione Wbc dei superpiuma Alexis Arguello difende la cintura contro  l’esperto portoricano Alfredo Escalera (nella foto in alto). 
Quella sera si mescolano in poche ore vicissitudini, storie, destini. Angelo è uno dei protagonisti. 
“Arrivo a Rimini convinto di dover arbitrare o giudicare uno o due incontri del sottoclou. Combattono Righetti, Usai e Pira. Mancano un paio d’ore al match clou quando viene verso di me l’indimenticabile Piero Pini, segretario generale dell’Ebu.  Mi annuncia, senza mezzi termini: “Arguello contro Escalera lo arbitri tu! Quindi vai sul ring e fai quelle che devi fare al meglio”.  Rimango senza parole, sento crescere dentro di me una tensione incredibile. Quel combattimento era già destinato a diventare “match del secolo”, ancora prima che iniziasse.

Non so come, riesco a trovare la concentrazione giusta. Davanti a me si sviluppa uno spettacolo fantastico, con continui cambiamenti di scena, ogni spettatore si sentiva coinvolto.  Ho vissuto una delle più grandi storie di boxe in prima persona, ne sono fiero. Escalera andava tre volte al tappeto, ma non mollava mai. L’incontro si chiudeva al tredicesimo round con il successo per kot  del magnifico Arguello, ma nel mio cartellino lo avevo avanti solo di un punto. Nel dopo match avevo la sensazione di essere stato anche io protagonista di un film mozzafiato”
Negli anni successivi, Poletti arbitra campioni come Miguel Canto, Herol Graham, Charlie Magri e altri fenomeni del ring.  
Vive momenti esaltanti anche da giudice. Nel 1980 a Montreal è nella giuria di un match che lascia una traccia profonda nella storia dei pesi welter. Il mitico “Manos de Piedra” Roberto Duran sfida il campione Wbc Ray Sugar Leonard. Si tratta del primo duello tra i due.
“Ricordo uno stadio pieno, una folla strabocchevole (c’erano 46.317 spettatori ndr) e due pugili che si muovevano e si colpivano sul ring senza un attimo di sosta. Concentrarsi sui loro colpi non era facile, tutto si svolgeva rapidamente e intensamente. Un duello magnifico che si concluse con un episodio in  cui venni coinvolto involontariamente. Avevo un punto sul mio cartellino a favore di Duran, ma fu annunciato come se avessi giudicato pari. Se fosse stato così, il vedetto sarebbe stato non unanime. Poi è stato reso noto il cartellino giusto e tutto si è messo a posto.
Oggi Angelo è ancora interessato ad ogni notizia di boxe. È in continuo contatto con gli amici arbitri del GAG Emilia-Romagna, in particolare con PierLuigi Poppi e il presidente Regionale FPI, Giuseppe Quartarone. Quest’ultimo sottolinea quanto siano stati importanti in regione i suggerimenti di Poletti per tutti gli arbitri delle nuove generazioni: “Per noi è ancora un punto di riferimento per la categoria”.

LA CENA DI GALA SI SVOLGERA' A PALAZZO ALBICINI (CORSO GARIBALDI, 80. FORLI').
PRENOTAZIONI  ALLO 0543.550608 / 3391415615
  (costo: 38 Euro, fino a esaurimento posti)  Orario di inizio 20:15.


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Cinque personaggi entreranno nella Casa della Gloria. Il Comitato Direttivo (Gualtiero Becchetti, Flavio Dell’Amore, Franco Esposito, Alessandro Ferrarini, Davide Novelli, Vittorio Parisi e Dario Torromeo) ha scelto per il 2023 i campioni del mondo Salvatore Burruni, Silvio Branco, Alessandro Duran, Stefano Zoff e l’arbitro internazionale
 Angelo Poletti.

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