logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Hall of Fame 2023

Salvatore Burruni, storia di un piccolo gigante dal cuore d'oro

Burruni_copia.jpg

di Gualtiero Becchetti

Salvatore Burruni nacque ad Alghero, l'11 Aprile 1933, in una famiglia contadina. Era l'ottavo e più piccolo rampollo. E piccolo sarebbe rimasto, fermandosi a 158 centimetri. Era un bambino quando varcò la soglia della palestra del proprio paese dove un allenatore-muratore, l'indimenticabile Franco Mulas, ne intuì le potenzialità. 
Burruni dimostrò rapidamente di essere speciale. Volontà, modestia, enormi risorse atletiche e caratteriali, lo proiettarono ben presto ai vertici dilettantistici nella categoria dei pesi mosca, 51 kg. Divenne campione d'Italia nel 1954 e nel 1956, campione mondiale militare in Germania nel 1955 e a Napoli nel 1956, conquistò l'oro ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona nel 1955 (scoprì con stupore di parlare con i catalani in dialetto algherese!) e volò all'Olimpiade di Melbourne 1956, dove fu sconfitto dall'esperto sovietico Vladimir Stolnikov.
Ma c'era chi aveva già puntato gli occhi su di lui: il manager statunitense-ungherese-italiano Steve Klaus, al quale sarebbe subentrato nel 1961 Umberto Branchini.
Tore passò professionista nel 1957 e non deluse le aspettative, anche se nel 1958 subì una sconfitta contro Aristide Pozzali (unico italiano ad averlo battuto),talento dell'A.B.C Cremona del dott. Geo Castellani. Pozzali avrebbe potuto diventare un campione, se avesse avuto più disciplina. 
Il 27 settembre 1958 Burruni divenne campione italiano battendo ai punti Giacomo Spano, nativo di Marsiglia ma di radici sarde. Appena due settimane dopo però inciampò in Horacio Accavallo, argentino figlio di un emigrante di Potenza, che il 12 ottobre 1958, nello Stadio Amsicora di Cagliari, lo superò ai punti. Il 1º agosto 1959, Burruni si rifece ai punti e scrisse il primo segno negativo nel record del futuro campione del mondo.
In quegli anni Tore sostenne quattro vittoriose difese tricolori (due con Salvatore Manca, ancora con Giacomo Spano e contro il veneto Angelo Rampin) e finalmente arrivò la consacrazione internazionale. Il 29 Giugno 1961, ad Alghero, strappò la corona europea con un netto verdetto ai punti all'allampanato finlandese Risto Luukkonen. 
A "tambur battente" la difese poi con l'inglese Derek Lloyd (kot 6, il 12 agosto 1961 a Sanremo), con il duro marocchino di Spagna Mimoun Ben Ali (ai punti, il 30 giugno 1962 a Saint Vincent), con il francese Pierre Rossi (ai punti, il 14 settembre 1962, al Vigorelli di Milano), con l'altro francese René Libeer (ai punti, il 5 luglio 1963 ad Alessandria) ed infine, il capolavoro della carriera di Salvatore! 
Il match che Rino Tommasi, nel libro "La Grande Boxe", ha messo al primo posto nella graduatoria dei migliori incontri da lui organizzati: quello contro il ventiduenne imbattuto scozzese Walter McGowan, viso da bravo studente, sempre sorridente ma estremamente temibile sul ring!
Intanto il problema della bilancia era diventato sempre più duro. I digiuni e le saune erano ormai un crudele calvario a cui doveva assoggettarsi.
Se avesse vinto, per Burruni si sarebbero spalancate le porte verso il mondiale. Ma tantissimi, Rino Tommasi in testa, si domandavano: "Ce la farà?".
Il 24 Aprile 1964, al PalaEur di Roma, Burruni compì il miracolo. Terminò i quindici round con il sopracciglio sinistro sanguinante, lo zigomo destro ferito e un'epistassi nasale. McGowan non attese nemmeno il verdetto per riconoscerne la chiara superiorità. Nulla avevano potuto la sua tecnica e intelligenza. Tore lo soffocò con un ritmo infernale, quasi avesse lasciato negli spogliatoi la sensazione della fatica e la sensibilità al dolore.

 

2_Burruni.jpg


E il 23 aprile del 1965 sullo stesso ring del PalaEur (per la prima volta con sedici corde) arrivò la notte in cui i sogni di bimbo divennero realtà. Aveva trentadue anni, tanti per quei tempi e soprattutto per un peso "piccolo" che ha nella velocità e nella mobilità le qualità imprescindibili. 
Negli spogliatoi del PalaEur Umberto Branchini lo guardava scuotendo la testa. Non gli era mai successo di vedere uno sfidante al campionato del mondo dormire sul lettino dei massaggi. Eppure lo stanzone tremava per il frastuono proveniente dalla sovrastante arena dove 15.000 spettatori (di cui 3.000 sardi!), erano accorsi per assistere alla sua sfida al ventinovenne thailandese Pone Kingpetch, giunto a Roma con un mese d'anticipo e un seguito di due allenatori, un massaggiatore, un interprete e due fratelli. Dal lontano Oriente aveva portato persino una cisterna d'acqua perché temeva chissà quali manovre mafiose. 
Attraverso estenuanti trattative con l'organizzatore Rino Tommasi, titolare della ITOS, si era messo in tasca cinquantacinquemila dollari, la più alta borsa mai pagata sino ad allora ad un pugile nel nostro Paese. Tra l'altro, Kingpetch era già benestante, proprietario di un grande albergo a Bangkok e di diverse attività commerciali. A Burruni sarebbe toccato appena un milione di lire, una cifra poco più che simbolica. I fatti gli diedero ragione. 
L'alto Pone Kingpetch fu dominato dal primo all'ultimo istante e Tore non aveva avuto bisogno di nessun torbido aiuto. L'arbitro messicano Ramon Berumen gli attribuì il punteggio di 74-63; il giudice italiano Nello Barrovecchio 74-63; il thailandese Chuer Chaksuraksa 72-68. 
Era il quinto italiano a diventare iridato dopo Carnera, D'Agata, Loi e Mazzinghi. Il primo a vincere la cintura dei pesi mosca (unificata Wba-Wbc). 

Burruni.jpg


Adesso era arrivato però il momento di mettere fieno in cascina per il "dopo". 
Il 7 agosto e il 7 ottobre successivi volò prima a Buenos Aires e quindi a Tokio per match non validi per la cintura, dove fu sconfitto ai punti e in modo discutibile rispettivamente dalla vecchia conoscenza Horacio Accavallo e dal nipponico Katsuyoshi Takayama eppoi, il 2 dicembre 1965, si recò a Sidney per battere per kot alla tredicesima ripresa, con in palio il titolo, il calabrese d'Australia Rocky Gattellari. 
L'8 febbraio 1966 altra trasferta a Bangkok sui dieci round, contro il terribile tailandese Chartchai Chionoi e nuova sconfitta ai punti.
Infine, l'addio alla cintura mondiale il 14 Giugno 1966 all'Empire Pool di Wembley di Londra. Scavalcò le corde praticamente già battuto dalla bilancia e da un prolungato digiuno e stavolta Walter McGowan, ancora migliorato rispetto alla prima sfida, ebbe la meglio con largo margine.
Trentatreenne, Burruni però non si arrese e passò nei pesi gallo riuscendo a conquistare di nuovo l'europeo, il 10 gennaio 1968 a Napoli, contro Mimoun Ben Ali. Gli venne offerto di andare a giocarsi la semifinale mondiale nella nuova categoria a Città del Messico, ma il 31 Marzo 1968 il giovane Rubén Olivares, uno dei migliori pugili di tutti i tempi, lo fermò al terzo round.
Difese ancora il titolo europeo dei pesi gallo a San Benedetto del Tronto, il 31 luglio 1968, contro il fortissimo campione d'Italia Franco Zurlo, vincendo ai punti e infine a Reggio Calabria il 9 aprile 1969, mantenne la cintura per l'ultima volta sul francese Pierre Vetroff, con un kot alla nona ripresa.
Poi si ritirò "al momento giusto" come egli stesso ebbe a dire. Si dedicò alla fammiglia, alla sua campagna e ad insegnare pugilato ai ragazzini.
Nella propria abitazione di Santa Maria La Palma, a due passi da Alghero, il 30 marzo 2004 Salvatore Burruni ha concluso il suo percorso terreno dopo anni di lotta contro il male, con accanto la moglie Rosetta e i figli Pierpaolo e Gianfranco.
Si contano a milioni gli sportivi che non potranno mai dimenticarlo.

LA CENA DI GALA DELLA HALL OF FAME ITALIA 2023
SI SVOLGERA' A PALAZZO ALBICINI (CORSO GARIBALDI 80, FORLI')

PRENOTAZIONI  ALLO 0543.550608 / 3391415615
 
(costo: 38 Euro, fino a esaurimento posti)  Orario di inizio 20:15.

hall.jpg


Cinque personaggi entreranno nella Casa della Gloria. Il Comitato Direttivo (Gualtiero Becchetti, Flavio Dell’Amore, Franco Esposito, Alessandro Ferrarini, Davide Novelli, Vittorio Parisi e Dario Torromeo) ha scelto per il 2023 i campioni del mondo Salvatore Burruni, Silvio Branco, Alessandro Duran, Stefano Zoff e l’arbitro internazionale
 Angelo Poletti.

pavia_boxing_corda.jpg_copia.jpg

 

 

 

 

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 1887 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go