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Hall of Fame 2024

Entra nella Hall of Fame Italia  Massimo Barrovecchio  due volte  miglior arbitro mondiale WBC

Entra nella Hall of Fame Italia Massimo Barrovecchio due volte miglior arbitro mondiale WBC

Ha baffi spessi e inconfondibili, uno sguardo fiero e un carattere volitivo . E' romano e ,guarda caso ,si chiama Massimo.
Entra nella Hall of Fame Italia l'unico arbitro italiano ed europeo ad essere stato nominato per ben due volte miglior referee mondiale dal World Boxing Council . Come arbitro o giudice ha presenziato a 76 campionati europei e a 53 campionati del mondo di sigla.

Massimo Barrovecchio sta portando avanti la nobile tradizione di famiglia di arbitro di pugilato. Lo era stato il padre Nello e il fratello Rolando. Nel 1972 suo padre Nello arbitrava davanti a 30.000 spettatori la sfida per il titolo europeo dei welter tra Duilio loi e Fortunato Manca all'Amsicora di Cagliari.
In casa Barrovecchio si mangiava pane e boxe . E' così che la passione per le vicende del ring ammaliano il giovane Massimo. Alla tavola dei Barrovecchio arbitri e giudici famosi si alternano ,come ospiti , di frequente e il giovane Max non si perdeva  una parola dei loro discorsi  . Ascolta,riflette , inizia a appresentarsi mentalmente sul quadrato in pantaloni neri ,camicia bianca , e papillon .
I battiti cadenzati e regolari del tempo passano e lui si rende conto che sta guardando ,in televisione e dal vivo, sempre di più l'arbitro, e un po' meno il match. Nasce dentro di lui un personale progetto mentale . Sogna di diventare l'arbitro che è oggi , ammirato ed invidiato per le eleganti movenze e quella tecnica individuale sapiente e ricercata che sa esprimere tra le corde.

Il percorso è quello classico. Si iscrive al corso di aspiranti arbitri -giudici di pugilato e ben presto è pronto all'esordio- Il suo cammino  e' rapido e avvincente : nel 1995 arbitra il primo titolo italiano, nel 1998 il debutto come Arbitro Ebu al Leisure Center di Londra per la difesa del titolo europeo dei gallo tra il campione Spence Oliver e Fabrice Benichou
- Cosa ricorda di quella sera ?
- Sentivo la responsabilità farsi pesante man mano che le ore passavano prima dell'evento . Era l'esordio nell'arengo Europeo, un match importantissimo per me - Dichiara Barrovecchio- Mi trovavo esattamente nel posto dove volevo essere ormai da anni e non dovevo sbagliare nulla .Sono però riuscito a gestire le emozioni e anche il finale che si concluse con il successo di Benichou per kot. Riuscii a fare quello che sapevo essere necessario: concentrazione , monitoraggio totale di ogni sequenza  del match perché è tramite queste applicazioni che puoi renderti conto delle tue doti . Tramite queste situazioni sei in grado di interpretare il match e giudicarlo.

Il match più difficile e insieme quello che ha regalato grande soddisfazioni ?
- La sfida alla Notthingham Arena nel 2008 per il mondiale Wbc dei superleggeri tra il campione Junior Witter e Timothy Bradley. Due grandi campioni protagonisti di un match  infuocato  . Witter , combatteva davanti al suo pubblico ma finì al tappeto al sesto round. Vinse Bradley ai punti con verdetto non unanime e io ricevetti tante lettere dai fan americani che si complimentarono per la mia direzione. Nel 2008 ero anche sul ring a Berlino per  Vitali Klitschko contro Peter ed è stata la prima volta che un arbitro italiano ha diretto un mondiale nei pesi massimi .Una bella soddisfazione ed una grande vetrina ! Fui premiato poi  , per la prima volta , come migliore arbitro Wbc. !

BARROVECCHIO KLITSCHKO

 

Vitali Klitschko è stato allora il più importante pugile che ha arbitrato ?
- Si certo. Sono stato l'unico ad arbitrarlo due volte . Un grande campione e un terribile colpitore . Nel 2011 a Wroclaw in Polonia Klitschko difendeva il Wbc contro l'idolo locale Tomasz Adamek. Il polacco era andato al tappeto al sesto round ma si era rialzato e non voleva mollare ma non ne aveva più. Era in crisi. Lo guardai bene negli occhi e vidi il vuoto. Al decimo round decisi di interrompere il match , davanti ad un pubblico oceanico che non era d'accordo ma applicai , semplicemente il primo dogma dell'arbitro : tutelare sempre la salute del pugile .

Nel 2011 ricordo anche quando a Istanbul l'indimenticabile presidente Wbc Jose Sulaiman venne a stringermi la mano per come avevo diretto il match tra Selcuk Aydin e Ionut Dan Don . Un ricordo incancellabile per una serata  che, probabilmente, fu determinante nelle decisioni del Wbc di premiarmi ancora una volta .

E'vero che si è ,alla fine, arbitri per tutta la vita ?
- Certamente si, per quanto mi riguarda. Ho imparato sul ring che equilibrio e lucidità assieme ad una certa freddezza sono paradigmi che poi ti aiutano anche nella vita . Quando siamo tra le corde e l'adrenalina ti assale. Serve una mente lucida capace di giudicare al meglio ciò che vedi. Tutto ciò aumenta la tua presenza di spirito e diventa una condizione mentale che ti rimane "dentro".

Lei è molto apprezzato come docente . Un compito di enorme importanza nella boxe :
- Ho assunto il coordinamento degli arbitri della Federazione Pugilistica Italiana per otto anni e credo di aver trasmesso tutto ciò che avevo imparato . Lo studio dei regolamenti, la preparazione fisica e mentale dell'arbitro è una condizione imprescindibile per svolgere questo ruolo. Sul ring sei da solo e devi affidarti molto al tuo bagaglio tecnico per svolgere bene il nostro lavoro. Essere vicini all'azione è fondamentale per poi saper fotografare i momenti su cui giudicherai. Insegno ai giovani che ,essendo i pugili molto più veloci di noi , è necessario usare certe tecniche che si imparano solo ai corsi .Sono fiero di aver insegnato a una generazione purtroppo sempre meno folta . Non molto tempo fa il reclutamento dei giovani arbitri era più intenso e si estendeva a tanti operatori del settore pugili inclusi. Il "passaparola" oggi è meno efficace e dobbiamo lavoraci sopra. Di una cosa sono certo e orgoglioso la classe arbitrale italiana è tra le più qualificate al mondo -

Quanto ha influito l’avere una famiglia "dentro" al pugilato nelle sue scelte di carriera?-
-Moltissimo !Credo profondamente nei valori della famiglia e mio padre e mio fratello sono stati fondamentali per farmi crescere ma devo dire grazie anche a mia moglie Paola. Mi segue da quando ci siamo conosciuti . Ha sofferto sotto al ring forse più di me ed ha una dote rara : l'obiettività , difficilmente le sue critiche non sono giuste. Ad individuare i verdetti poi è particolarmente brava ,certe volte anche più di me -

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All'Hall of Fame di Forlì si troverà premiato con campioni che ha diretto sul ring come Giovanni De Carolis e Giacobbe Fragomeni . Cosa si aspetta da questa serata ?
- Sarò fiero di stringere la mano a due pugili che hanno tenuto alto il nome della boxe italiana .Di Giovanni desidero ricordare la grande professionalità . Inappuntabile nella preparazione. A Roma ho assistito ai suoi allenamenti diverse volte. Pochi arrivano al match preparati anche mentalmente come lui. Lo stessa ammirazione provo nei confronti di Giacobbe. Un mastino con un carattere enorme . Sul ring è capace di mozzare il fiato chiunque . Come romano sono orgoglioso che Rodolfo Sabbatini entri nella "casa della Gloria" . E' stato un organizzatore di livello mondiale in assoluto .
Cosa mi aspetto da questa serata ? Non vedo l'ora e nello stesso tempo la temo. Sarò emozionatissimo quella sera. Spero di saper contenere l'eccitazione. Ricevere l'Hall of Fame per me è un privilegio assoluto. La ciliegina sulla torta sul cammino per arrivare al 2035 quando I Barrovecchio festeggeranno i 100 anni di arbitraggio nella boxe .

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LA CENA DI GALA SI SVOLGERA' A PALAZZO ALBICINI  (CORSO GARIBALDI, 80. FORLI').
PRENOTAZIONI  ALLO 0543.550608 / 3391415615
  (costo: 38 Euro, fino a esaurimento posti)  Orario di inizio 20:15.

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