Tutto ciò che su un ring non vorremmo vedere ma che ha intrattenuto il pubblico
Che sia stato un match di boxe è tutto da discutere, ma è stato uno spettacolo. Sul piano pugilistico questo è stato, ed era prevedibile, tutto tranne che un match da pay per view, neppure lontanamente, ma ormai non si vende la qualità quanto ciò che in un modo n nell'altro fa intrattenmento. E gli ingredienti c'erano, due quarantenni, 42 anni Chisora, 40 Deontay Wilder, entrambi ben lontani dai giorni migliori e aggiungeteci un arbitro, Mark Bates, di solito ottimo, che perde la testa e diventa, suo malgrado, protagonista anche lui. E c'era soprattutto Chisora al 50esimo e ultimo (ma sarà vero?) match della carriera.
Iniziamo col dire che questo match doveva finire in pochi secondi, cioè quelli necessari a squalificare Chisora il cui secondo era salito sul ring attraversandone tutto un lato quando dopo essersi vicendevolmente scambiati proibiti colpi alla nuca i due pesi massimi erano uno sopra l'altro sopra le corde col rischio di rompersi l'osso del collo volandone fuori e l'arbitro non riusciva a dividerli. Qui il signr Bates prendeva a pedate il regolamento, forse avrà pensato che se fermava questo match l'avrebbero linciato o, nel migliore dei casi non lo avrebbero fatto più arbitrare.
Dopo alcuni round di una scazzottata senza regole tipo automobilisti in lite per una precedenza, si è cominciato a vedere qualcosa, soprattutto che Wilder e Chisora hanno ancora l'animo del pugile ma non vedono arrivare un colpo nemmeno se telefonato. Wilder è stato uno dei massimi più potenti della storia ma o Chisora incassa i colpi di bazooka oppure lui non ha più la potenza di un tempo e propendiamo per la seconda ipotesi. In più Wilder non ha mai visto il cross dstro che Chisora ha portato sempre allo stesso modo.
Chisora mulina le braccia apparentemente a casaccio, ha bisogno di pause infintite, lega disperatamente, sbanfa e sbuffa e in qualche modo se la cava, ai tifosi va bene così. All'8° round Chisora va giù su una combinazione di Wilder, l'arbitro conta mentre il secondo dell'inglese l'aiuta a rialzarsi spingendolo da dietro (sic!) e nessuno dice niente. Poco dopo Chisora finisce fuori dalle corde per un colpo e l'arbitro invece ammnisce Wilder per spinte. Che si sia risolto a un provvedimento simile dopo 8 round così fa più ridere di Oliver & Hardy.
Si va avanti fra destri di Wilder che fanno rinculare di metri Chisora e destri di Chisora che scuotono Wilder, prese di lotta, spinte, cadute da soli o in coppia fino alla perla del 10° round dove prima l'arbitro conta Chisora spinto fuori dalle corde soprattutto da una spinta di Wilder e non conta, a differenza del cronometrista, Wilder volato giù sul solito destro di Chisora.
Va da sè che un match sinile veda giudizi diveergenti, 116-111 e 115-113 per Wilder e 115-112 per Chisora. Probabilmente la vittoria di Wilder è corretta ma non fidatevi troppo del nostro 115-110, non siamo abituati a giudicare risse. Rivincita? No per pietà!




