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Valentino-Patera a Milano per un altro sogno europeo

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Il belga è favorito ma Valentino può rovesciare il pronostico

 

Al giorno d'oggi 35 anni non sono tantissimi nel pugilato ma rimangono non pochi, 33 anni è una età in ogni caso tarda per passare al professionismo. Sono i numeri che rispondono all'età anagrafica di Domenico "Mirko" Valentino e all'età in cui per la prima volta è salito su un ring da professionista se non consideriamo l'esperienza nelle World Series of Boxing. Ma Valentino è stato un grande dilettante brillando soprattutto ai campionati del mondo AIBA come quando a Milano nel 2009 vinse la medaglia d'oro e due anni dopo a Baku, Azerbaijan, quella di bronzo e solo perché combatteva nella stessa categoria di un mostro come Vasyl Lomachenko. Domani sera a Milano, all'Allianz Cloud che sarebbe poi lo storico ma restaurato PalaLido, Valentino tenta l'assalto al titolo europeo dei professionisti, pesi leggeri,  contro l'attuale detentore, il belga di chiare origini italiane Francesco Patera.

Si può disquisire se Valentino avrebbe fatto meglio a passare prima professionista ma è un discorso inutile, ciò che conta adesso è raggiungere un traguardo che lo accomunerebbe a Luca Rigoldi, campione europeo dei supergallo, e a Matteo Signani che alla bell'età di 40 anni è diventato campione europeo dei pesi medi. Una impresa non facile per tanti motivi il primo dei quali è l'avversario. Patera è un 26enne che è nel momento migliore della carriera. Era già stato campione continentale battendo il kossovaro, residente in Finlandia, Edis Tatli però aveva perso il titolo contro lo stesso avversario e nessuno gli dava molto credito quando un anno fa era andato a Newcastle per battersi con l'emergente inglese Lewis Ritson per il titolo che Tatli aveva lasciato vacante. Invece sul ring di casa del suo avversario Patera fece un match eccellente e prevalse ai punti sia pure per split decision. Dopo aver difeso il titolo contro il francese Marvin Petit era venuto, in una torrida serata del giugno scorso, proprio sul ring di Milano per demolire in 6 intensissime riprese il nordirlandese Paul Hyland Jr in quella che è stata forse la migliore prestazione della sua carriera.

Patera non è un picchiatore a dispetto di quanto si è visto contro Hyland ma è un combattente che si trova a suo agio a ritmi molto alti e non esita a scambiare senza paure e fisicamente è maggiormente attrezzato  dello sfidante . Valentino, che ha presto conquistato il titolo italiano,  e lo ha lasciato per disputare questo match, non è a sua volta un picchiatore risentendo anche di una impostazione tipica di chi doveva aver a che fare col pugilato dilettantistico delle famigerate "macchinette". Non gli si può certo chiedere di cambiare il suo modo di combattere.

Valentino Biondo a Mi Però a Valentino in fatto di tecnica non si può insegnare molto e la sua lunga carriera in maglietta non gli sarà certo di peso. Dovrà fare un match perfetto, tenere Patera lontano, muoversi molto, affidarsi al jab. Impresa difficile ma uno che è stato sul ring con Lomachenko, e con onore, ha la possibilità di rovesciare il pronostico. Ce lo auguriamo tutti.

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