Per noi era avanti Ceja che ha però barato sul peso

Però c'è da chiedersi perché, peso a parte, due tipi come questi non nascano, o non nascano più, dalle nostre parti. Dodici riprese a martellarsi senza pietà a un ritmo pazzesco che ovviamente fa da contrasto a quanto sullo stesso ring hanno fatto due pesi massimi poco dopo. Ovvio, ma quando si vedono match così viene da pensare che il vero talento pugilistico si vede nelle categorie più piccole, quelle dove si battono ragazzi come questi.
Figueroa è un 22enne texano chiamato "spaccacuori" probabilmente perché è di gradevole aspetto. E' il fratello minore di Omar Figueroa Jr ed è guidato all'angolo dal padre Omar Figueroa Sr. E' un pugile di talento, che ha le mani pesanti, che cambia guardia con una naturalezza sorprendente ma che, rispetto a Julio Ceja, ha meno esperienza, e si è visto. Ceja è un pugile che se lo lasci combattere a corta distanza è un tormento. Lavora al corpo come pochi, poi cambia traiettoria e mette ganci assai potenti. Non è un fuoriclasse ma era in serata, anche peché se ne è scandalosamente infischiato di fare sforzi debilitanti per raggiungere il limite di peso a cui doveva combattere.
Figueroa non è stato capace di tenerlo lontano eppure le capacità le avrebbe ma si è fatto irretire in una battaglia che deve cercare di ripetere in futuro il meno possibile perché match come questi spezzano precocemente anche talenti migliori del suo. Avesse saputo usare di più il jab e i movimenti laterali questo match sarebbe stato suo.
Tanti i round comunque spettacolari e tantissimi quelli in bilico in un dai e prendi continuo ma correttissimo tanto che l'arbitro Jay Nady ha fatto quasi da spettatore non pagante. Ma se c'è uno che è stato un po' scosso dai colpi che sibilavano all'MGM Grand questi è stato Figueroa. I punteggi sono stati di 115-113 per Figueroa, 114-114 e 116-112 per Ceja. Noi avevamo 115-113 per il messicano residente in California ma nessuna simpatia per chi ha come lui consapevolmente barato.



