Bordo Ring
A stoccarda questa sera

L'analisi di un match incerto
Ci siamo, finalmente! Sabato sera alla T-Mobile Arena di Las Vegas, all'interno del gigantesco hotel MGM, quello che ha addirittura una fermata della metropolitana al suo interno,i pesi medi Saul Alvarez e Gennady Golovkin si troveranno di fronte dopo un tira e molla durato almeno 2 anni e che ha rischiato di fare la fine di Mayweather-Pacquiao, tanto atteso per troppi anni fino a terminare con un match fra due pugili non più al loro massimo e con uno dei due che ha combattuto da infortunato. Non vi è alcun dubbio che chi guida Alvarez, cioè la Golden Boy, ha ritardato il più possibile questo incontro ritenuto con ogni evidenza troppo pericoloso ed ha finito per accettarlo non certo per la pressione dell'opinione pubblica quanto perché i tempi sono a loro sembrati maturi data l'età di Golovkin, 35 anni, e un suo apparente appannamento. Andare oltre poteva anche voler dire togliere significato, e danaro, a questo match se le loro supposizioni erano esatte. Ma lo sono?
Golovkin, medaglia d'argento olimpica e campione del mondo fra i dilettanti, è un uomo che fra i professionisti ha faticato ad affermarsi e non certo per colpa sua. Tenuto a bagnomaria dagli organizzatori tedeschi cui si era affidato e che erano consapevoli che il valore di questo kazako era superiore a quello di un Abraham, Golovkin si è visto costretto a prendere in mano il suo destino e a cercare fortuna negli Stati Uniti quasi come un emigrante qualsiasi. Adesso sembra impossibile ma Golovkin ha girato le palestre di mezza nazione fra l'indifferenza generale prima di proporsi ad Abel Sanchez, tecnico navigato e molto bravo, che a differenza di troppi altri ha subito capito chi avesse di fronte. E' dalla fine del 2012 che Golovkin ha fatto invece capire a tutti chi fosse, di fatto bloccando la carriera del polacco Grzegorz Proksa, che ora nessuno ricorda ma che allora era considerato quasi un astro nascente. Dopo Proksa sono stati smantellati in modo spesso impressionante Rosado, Ishida, Macklin, Stevens, Adama, Geale, Rubio, Murray, Monroe, Lemieux, Wade e scusate se è poco. Ha faticato, Golovkin, a farsi una base di tifosi che giustificassero il grande evento ma passo dopo passo vi è riuscito a furia di K.O., modo che rimane il migliore per esaltare le folle. Frustrato dai continui balletti di Alvarez, Golovkin ha poi accettato la sfida del peso welter inglese Kell Brook il quale lo ha inizialmente preso in velocità per poi essere costretto al ritiro perché i pugni del kazako gli avevano fratturato un'orbita. E' seguita la sfida con il newyorkese Daniel Jacobs vinta a New York di stretta misura e "solo" ai punti. Sono questi ultimi due match quelli che hanno fatto pensare alla Golden Boy Promotions che la pera fosse matura per essere colta.
Dall'altra parte Alvarez, che di anni ne ha 8 di meno di Golovkin ed è noto col soprannome di "Canelo" (cannella) per il colore dei suoi capelli così atipico in confronto all'immagine del macho messicano, ha iniziato il professionismo poco dopo la pubertà sui duri ring del suo paese. Notato dalla Golden Boy e da allora portato in palmo di mano, Canelo si è imposto da welter e poi da superwelter e medio dove è stato riconosciuto come campione del mondo dal Transnational Boxing Ranking Board cui noi facciamo riferimento fino al giorno in cui lui stesso ha detto di non essere un peso medio. Come abbiamo visto si è contraddetto molto in fretta per questa occasione. Nel suo record figurano nomi eccellenti come Baldomir, Cintron, Mosley, Trout, Lara, Cotto e parecchi altri buoni pugili. Nel tempo che ha fatto perdere a Golovkin ha anch'egli battuto un welter, Amir Khan, con un impressionante K.O., e un superwelter, Liam Smith per poi nell'ultimo incontro dominare l'ingiustamente pompatissimo Julio Cesar Chavez Jr.
Di Golovkin si magnifica soprattutto la potenza e gli si fa così un grosso torto. Non vi è alcun dubbio che il kazako faccia terribilmente male con entrambe le mani, ma la sua caratura tecnica è notevolmente sopra la media. Taglia il ring in modo magistrale, non spreca colpi, non mostra fretta ma diventa spietato con l'avversario in difficoltà, il tempismo è ottimo, il jab sottovalutato. Abbiamo sempre detto che prende qualche colpo di troppo ma finora ha dimostrato doti di incassatore. Chi scrive è rimasto trasecolato nel leggere che un giornalista inglese fra i più noti non solo ne sottovalutava la tecnica ma considerava Daniel Jacobs, il suo ultimo avversario, una sorta di collaudatore di lusso dimenticandosi che il newyorkese era un tempo considerato la miglior promessa statunitense prima di arrendersi al russo Dmitry Pirog (spesso accostato a Golovkin ma costretto al ritiro definitivo da un infortunio) poi costretto a un lungo stop da una insidiosa forma di tumore da cui è fortunatamente guarito.
Alvarez, che ha perso solo con Floyd Mayweather ma giura di essere molto migliorato da allora e di avere appreso molto da quella sconfitta, fa forse meno male di Golovkin ma non di molto. Vengono magnificate le sue braccia veloci seppure non proprio fulminee mentre le gambe sembrano non essere il suo punto di forza. Come Golovkin è un uomo che sul ring non ha fretta e diventa pericoloso soprattutto dopo le prime riprese, sicuramente è un ottimo incassatore e, come Golovkin, è uomo di classe ed alta scuola pugilistica. Soffre i grandi tecnici e non tutti sono convinti abbia avuto davvero la meglio su uno di loro, il cubano Erislandey Lara, mentre con un avversario che gli si para davanti e scambia ha sempre fatto la figura del carro armato inarrestabile.
La novità è che, con l'eccezione del poco più che mediocre Chavez, Alvarez non ha incontrato mai un uomo così più grosso come Golovkin che è più peso medio naturale di lui, tanto è vero che sembraaver curato parecchio l'irrobustimento del suo fisico, scelta che non sempre paga. Sono in molti a credere che Golovkin abbia più chances a inizio match e di vincere prima del limite in quella parte dell'incontro, in caso contrario prevarrebbe Alvarez nella seconda metà del match prima del limite o si imporrebbe ai punti. Andremmo cauti con previsioni di questo genere. Non crediamo che Golovkin cercherà subito la soluzione di forza, a dispetto del record non è nel suo stile fermo restando che se dovesse trovare un'apertura non se la lascerà sfuggire. E' anche possibile che il match non decolli subito ma finisca poi col diventare una battaglia. Golovkin non è nè Mayweather nè Lara ma attenzione a sottovalutare le sue capacità tecniche, se Alvarez lo facesse sarebbe perduto, ma dubitiamo lo farà.
L'ipotetico calo di Golovkin, e il relativo calcolo della Golden Boy, potrebbe rivelarsi reale ma dalla parte di Golovkin filtra l'ipotesi che due prestazioni un po' al di sotto delle aspettative siano state il frutto della frustrazione per un avversario che gli aveva promesso il grande match per poi bellamente evitarlo, e che comunque non sempre si può vincere come rulli compressori quando di fronte ci sono pugili di livello. Rimane il fatto che Golovkin abbia 35 anni ma è da considerarsi che il kazako non è mai stato costretto a match pesantissimi e sicuramente per questo match sarà superbamente preparato.
In palio c'è una marea di titoli ma soprattutto c'è il vero titolo mondiale dei pesi medi che non è solo quello del TBRB ma quello della gente che sa come il vincitore di questa sfida sarà il vero campione del mondo. Come è noto i pronostici li sbaglia solo chi ha il coraggio di farli. Due anni fa non avremmo avuto dubbi, Golovkin avrebbe vinto questo match. Adesso crediamo che l'ago della bilancia penda ancora leggermente dalla sua parte ma andando verso un pericoloso, per lui, punto di equilibrio.









