
Pesi massimi sul ring di Las Vegas
Non è stato il solo, Ortiz, a mettere in imbarazzo tecnicamente il gigante statunitense, ci sono riusciti anche, oltre a Tyson Fury (che in realtà lo aveva battuto tranne che per la giuria che decretò un iniquo pari), pugili di più scarsa qualità complessiva e notorietà.
Ma Wilder ha quell'arma in più così letale sulla quale ha costruito una intera carriera. Sanno tutti che Wilder ha iniziato il pugilato tardi ed è soprattutto per questo che è stato costruito su poche cose efficaci. Una gliel'hanno insegnata ed è l'uso di un troppo spesso sottovalutato jab sinistro che ha la sua pesantezza, l'altra l'aveva innata nel destro. Finora tutto questo è bastato.
Luis Ortiz ha avuto una carriera dilettantistica di una certa importanza per i colori della sua isola nativa. Ma non una vita facile. Per fare il professionista ha dovuto scappare da Cuba e approdare come tantissimi prima di lui a Miami, ma con una famiglia divisa e un grande peso umano quindi sopportare. C'è inoltre il fondato sospetto che abbia in reatà qualche annetto di più di quelli dichiarati e anche una condizione fisica generale non perfetta, e non parliamo solo di pugilato. Però, se togliamo Ruiz e Joshua impegnati altrove e Fury impegnato a divertirsi con avventure sportivamente stravaganti quanto economicamente convenienti, il cubano è l'unico che possa salire sul ring con Wilder con qualche possibilità di successo.
A nostro avviso è un problema anche di condizione fisica. Non c'è alcun dubbio che, come ha debitamente sottolineato Evander Holyfield, Ortiz da vicino e a media distanza sia superiore mentre se Wilder riesce a tenerlo lontano e a trovare la giusta leva per il suo destro Ortiz sarebbe spacciato.
Il fatto è che Ortiz ha bisogno di pause, tanto più ora, e contro un picchiatore come lo statunitense ciò è estremamente pericoloso. Difficile che un match così vada ai punti. Le possibilità di Ortiz però a nostro avviso risiedono soprattutto nella prima metà del match, forse poco oltre. Ma deve essere un Ortiz tiratissimo, altrimenti è difficile che non si ripeta il risultato del primo match e il titolo di sigla WBC rimanga in mano al gigante di Tuscaloosa.



