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Bordo Ring

Wilder-Ortiz, una rivincita da spettacolo

 

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Pesi massimi sul ring di Las Vegas

 
Tempo di rivincite fra i pesi massimi. Sabato sera Wilder-Ortiz a Las Vegas,  due settimane dopo Ruiz-Joshua a Riyad e, se tutto andrà come da pronostico, nel 2020 Wilder-Fury. Ma fra i pesi massimi basta poco perché le cose non vadano come da pronostico, quel "poco" si chiama pugno. Ed è in questo che spera il 40enne cubano Luis Ortiz che è in fondo l'uomo che è andato più vicino a battere prima del limite il 34enne peso massimo dell'Alabama che ritroverà sul ring dell'MGM Grand dopo che il primo match si disputò a New York al Barclay Center. Ciò che avvenne allora è molto semplice da ricordare.
Ortiz imbarazzò sul piano tecnico il rivale e arrivò vicinissimo alla grande impresa. Però spese troppo per cercare di centrarla nei momenti cruciali e il destro atomico di Wilder lo punì poco dopo.

Non è stato il solo, Ortiz, a mettere in imbarazzo tecnicamente il gigante statunitense, ci sono riusciti anche, oltre a Tyson Fury (che in realtà lo aveva battuto tranne che per la giuria che decretò un iniquo pari), pugili di più scarsa qualità complessiva e notorietà.

Ma Wilder ha quell'arma in più così letale sulla quale ha costruito una intera carriera. Sanno tutti che Wilder ha iniziato il pugilato tardi ed è soprattutto per questo che è stato costruito su poche cose efficaci. Una gliel'hanno insegnata ed è l'uso di un troppo spesso sottovalutato jab sinistro che ha la sua pesantezza, l'altra l'aveva innata nel destro. Finora tutto questo è bastato.

Luis Ortiz ha avuto una carriera dilettantistica di una certa importanza per i colori della sua isola nativa. Ma non una vita facile. Per fare il professionista ha dovuto scappare da Cuba e approdare come tantissimi prima di lui a Miami, ma con una famiglia divisa e un grande peso umano quindi sopportare. C'è inoltre il fondato sospetto che abbia in reatà qualche annetto di più di quelli dichiarati e anche una condizione fisica generale non perfetta, e non parliamo solo di pugilato. Però, se togliamo Ruiz e Joshua impegnati altrove e Fury impegnato a divertirsi con avventure sportivamente stravaganti quanto economicamente convenienti, il cubano è l'unico che possa salire sul ring con Wilder con qualche possibilità di successo.

A nostro avviso è un problema anche di condizione fisica. Non c'è alcun dubbio che, come ha debitamente sottolineato Evander Holyfield, Ortiz da vicino e a media distanza sia superiore mentre se Wilder riesce a tenerlo lontano e a trovare la giusta leva per il suo destro Ortiz sarebbe spacciato.

Il fatto è che Ortiz ha bisogno di pause, tanto più ora, e contro un picchiatore come lo statunitense ciò è estremamente pericoloso. Difficile che un match così vada ai punti. Le possibilità di Ortiz però a nostro avviso risiedono soprattutto nella prima metà del match, forse poco oltre. Ma deve essere un Ortiz tiratissimo, altrimenti è difficile che non si ripeta il risultato del primo match e il titolo di sigla WBC rimanga in mano al gigante di Tuscaloosa.

 

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