
Match a senso unico ma con il cubano gravemente infortunato
C'è molto da dire sul match Davis-Gamboa nonostante sia stato apparentemente a senso unico e Davis lo abbia vinto per K.O.T al 12° round. E soprattutto c'è da sottolineare che il cubano Yuriorkis Gamboa, cioè il 38enne sconfitto, lo ha combattuto quasi interamente con la rottura del tendine d'Achille del piede destro cosa che lascia interdetti per molti motivi e cioè il coraggio e la sopportazione del pugile, l'incapacità di secondi e arbitro, e magari dei medici a bordo ring, di capire che il problema della medaglia d'oro olimpica del 2004 non fosse un problema relativo a una scarpa ma qualcosa di molto peggio. Fra secondo e terzo round Gamboa lo aveva detto chiaro: "non ce la faccio a camminare". E' incredibile che non gli abbiano dato retta e lo abbiano ributtato nella mischia.
Ci permettiamo di dire che probabilmente Gervonta Davis avrebbe ugualmente vinto questo match e che l'infortunio gravissimo di Gamboa è avvenuto perché il cubano è stato atterrato ma fra le tante cose da dire cui accennavamo prima c'è anche che questo match Davis avrebbe dovuto aggiudicarselo più in fretta viste le condizioni del suo avversario. Sul ring c'era anche sproporzione fisica, Gamboa non è un leggero naturale, il 25enne Davis era ben oltre il limite delle 135 libbre dato che aveva fatto il peso in extremis solo al secondo tentativo ed era stato pure multato per questo.
Il mancino Davis ha qualità straordinarie e lo sanno tutti, è un ragazzo difficile e poco disciplinato per usare un eufemismo. Sa fare cose che fanno solo i predestinati, è vero, ma il problema è che lo sappia lui e siccome lo sa pensa di potersela cavare comunque. Porta un montante siistro e un mezzo montante mezzo gancio come probabilmente nessuno e da angolazioni inattese ma non lavora sulle serie di colpi, si è affidato infatti al colpo singolo pur pesante che sia. Poi sta a vedere l'effetto che fa. Questo può funzionare su un vecchio campione che i colpi non li vede più bene arrivare e inoltre Dio solo sa, e Gamboa anche, se sarebbe stato lo stesso a parità di condizioni fisiche.
Anche il jab destro di Davis è un gran colpo ma combattendo così contro un Lomachenko, tanto per fare un nome, anzi "il nome", si rischia di non andare lontano. Urgono perciò correzioni. Gamboa, infortunio a parte, ha affidato tutta la sua difesa ai movimenti sul tronco e sulle scorrettezze, forzatamente non poteva farlo sulle gambe e non solo perché ha 13 anni di più. E' andato giù al 2° round su un jab destro doppiato da un sinistro al volto e nel cadere si è procurato l'infortunio. E' stato salvato dal gong suonato poco dopo, esattamente come all'8° round quando è tornato a ltappeto per un gancio sinistro alla mascella. La fine è arrivata su uno splendido montante al volto, Gamboa è caduto e l'arbitro Jack Reiss non ha voluto neppure contare e ha fatto bene anche se Gamboa si stava rialzando. La cosa interessante in un match mai in dubbio ma con l'adrenalina che scorreva a fiumi, è stata la difficoltà di Davis quando Gamboa prendeva l'iniziativa e il giovanotto sarà bene che si convinca che non è un offesa, nè lesa maestà, colpirlo al volto o altrove.

Davis ha vinto così il titolo WBA dei pesi leggeri, Gamboa ha vinto il rispetto di tutti per ciò che ha sopportato, oltre al dolore certi sinistri che avrebbero atterrato molti altri pugili. E probabilmente la sua storia sul ring è finita qui.



