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Bordo Ring

Frampton e Santa Cruz , rivincita di fuoco a Las Vegas

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Sei mesi fa, Frampton aveva tolto il titolo al messicano

 

Di Matteo Biancareddu

Uno degli incontri più importanti dell’anno appena iniziato andrà in scena sabato sera – alba italiana – a Las Vegas, nella prestigiosa cornice dell’MGM Grand. Si affronteranno il nordirlandese Carl Frampton (23-0-0, 14 KO) e il messicano Leo Santa Cruz (32-1-1, 18 KO), che si conoscono bene per essersi incontrati già sei mesi fa a Brooklyn. In quell’occasione, Frampton, seppure sfavorito secondo i pronostici, impartì a Santa Cruz una lezione di tecnica per conquistare il titolo WBA Super dei piuma, che il messicano deteneva da un anno. Insieme con la cintura, Santa Cruz perse anche l’imbattibilità, mentre quella di Frampton uscì indenne dalla prova più significativa della sua carriera. La vittoria sul forte messicano, conseguita peraltro al debutto nei piuma, ha consacrato il nordirlandese nuovo capofila di una divisione in fermento, che ha visto negli ultimi mesi l’emersione o la definitiva affermazione di vari talenti. Al termine della sfida con Frampton, Santa Cruz contestò il verdetto secondo un malcostume ormai imperante, benché gli argomenti per discutere la valutazione dei giudici fossero poveri. Tra questi, l’elevato numero di colpi attribuito al messicano da Compubox, il “contatore” non ufficiale dei colpi scagliati e messi a segno dai due pugili nell’arco del match. Ma le stime di Compubox, oltre a non essere infallibili, sono scarsamente indicative dell’andamento di un match, i cui contenuti non sono riducibili al semplice computo dei colpi. Nel caso della sfida tra Frampton e Santa Cruz, la superiorità del nordirlandese è emersa al di là di qualsiasi considerazione relativa alla mole di lavoro prodotta dai due contendenti.

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Secondo una prassi non più tanto in voga, Santa Cruz ha preteso una rivincita che Frampton ha subito concesso. Evidentemente, il messicano ritiene di avere qualcosa di meglio da offrire rispetto a quanto fatto nel primo match, mentre Frampton si fa forte della vittoria ottenuta a luglio e delle modalità con cui è maturata. Il ventinovenne di Belfast, brevilineo e svantaggiato da un allungo assai limitato, ha sopperito al divario strutturale con la mobilità di gambe, la velocità di braccia e soprattutto un tempismo eccezionale, tre qualità che gli hanno permesso di entrare indisturbato nella guardia del rivale per uscirne indenne subito dopo. Abilissimo negli spostamenti, Frampton ha tolto il minimo riferimento allo statico messicano, che non riusciva a trovare la giusta misura senza pagare un costo salato. Sia che attaccasse sia che boxasse di rimessa, il nordirlandese ha dettato legge per tutto il match, patendo solo saltuariamente e comunque in misura contenuta la fisicità dell’avversario. Da un punto di vista tecnico, il vero messicano sembrava Frampton, abile nel dentro-fuori e nelle schivate con rientro, mentre Santa Cruz, legnoso e frontale, pareva il classico pugile britannico. E’ evidente che molto è cambiato rispetto agli anni Settanta e Ottanta, quando i “prizefighters” albionici, almeno nelle categorie più leggere, erano quasi sempre facili prede per i centroamericani. Allora erano i messicani a dispensare saggi di tecnica; oggi, invece, i rapporti di forza sono cambiati, come anche i rispettivi stili. E capita quindi che un nordirlandese sbarchi in America per battere un messicano sul piano della tecnica pura.

Perché la rivincita abbia un esito diverso da quello del primo match, è necessario che Santa Cruz faccia qualcosa di diverso sul ring. Il messicano è una mitragliatrice umana, mai sotto la soglia dei mille colpi portati in dodici round; ha inoltre una certa potenza in entrambi i pugni e combina i colpi con velocità e destrezza. Ciò che lo penalizza di fronte a Frampton è, tuttavia, la staticità delle sue gambe: i suoi spostamenti sono lenti e legnosi, tanto in attacco quanto in difesa. E questo difetto annulla il vantaggio fisico in altezza e in allungo che Santa Cruz ha sull’avversario. C’è motivo di dubitare che il gioco di gambe del ventottenne messicano sia migliorato negli ultimi sei mesi; perciò è lecito chiedersi in che modo Santa Cruz possa vincere il match di sabato. La risposta è lavorando sulla capacità di tagliare il ring, così da limitare il movimento di Frampton. Anche così, però, il nordirlandese potrebbe colpire d’incontro e scaricare sul rivale un fitto fuoco di sbarramento, che sarebbe senz’altro efficace in virtù della scarsa mobilità di tronco del messicano. Insomma, Santa Cruz dovrà stupire per sovvertire i temi tattici preponderanti nel primo match. Non è detto che non possa farlo, ma tutti gli elementi d’analisi concorrono a fare di Frampton il favorito nel match di sabato notte a Las Vegas.


Photos: Esther Lin / Showtime

 

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