
Per Esposito potrebbe essere il suo ultimo combattimento
di Gualtiero Becchetti
Sabato di lusso al Palais des Sports "Marcel Cerdan" di Levallois-Perret, nei pressi di Parigi, che accoglierà 4000 spettatori per assistere ad una manifestazione davvero interessante, soprattutto per gli appassionati italiani. Tra i protagonisti della lunga serata ci sarà infatti il 31enne campano Samuele Esposito (21-3-0, 11 ko), indomito guerriero dai pugni pesanti e dal ritmo forsennato, che tenterà per la terza volta in carriera di conquistare il vacante titolo UE dei pesi superleggeri contro il 28enne mancino di Clichy La Garenne, Franck Petitjean (17-4-3, 2 ko), pugile più alto, privo di rilevante potenza, ma preciso e tecnicamente attrezzato. Samuele, come s’è detto, nei due tentativi precedenti ha dovuto arrendersi di fronte agli spagnoli di alta quotazione continentale Ruben Nieto (nel 2014 a Madrid) e Sandor Martin (nel 2015 a Barcellona), in entrambi i casi ai punti, ma facendoli sudare le proverbiali “sette camicie”.
Il poderoso e brevilineo “torello” di Sarno è arrivato al passo decisivo della sua carriera a torso nudo, iniziata nel 2008, ed è perfettamente consapevole di ciò. Ne è tanto consapevole da avere persino preannunciato che questa sarà l’ultima volta che scavalcherà le corde del ring. Le tante amarezze, i tanti sacrifici, le tante rinunce in cambio del poco ricevuto nonostante le bollenti battaglie l’hanno spinto verso l’atto finale. L’affetto dei suoi sostenitori e il rispetto del mondo della boxe non basteranno forse a fargli cambiare idea. Perché questo avvenisse, servirebbe la vittoria; non facile, non semplice, ma strappata a casa altrui secondo dopo secondo, ripresa dopo ripresa, com’è per altro consuetudine di un atleta che ha nel temperamento e nella capacità di non “mollare” mai le sue armi migliori. In tal caso, Samuele potrebbe guardare con rinnovata fiducia davanti e attorno a sé e decidere che gli ennesimi sacrifici che l’attenderebbero varrebbe forse la pena di viverli sino in fondo. Dovrà avere pazienza tra le sedici corde d’Oltralpe, non gettarsi con eccessiva generosità su Petitjean, il quale questo s’aspetta e che con la propria impostazione mancina, l’allungo e la rapidità dei movimenti potrebbe approfittare della guardia dell'italiano, talvolta sin troppo disinvolta. Se Esposito riuscirà a fermarlo, a logorarne la resistenza con un costante lavoro al corpo, allora ha le armi giuste per prevalere, perché certamente sono i suoi i colpi più pesanti.
Non si puà dimenticare, comunque, che il pensiero dell’addio ai guantoni graverà sul combattimento come un cupo nuvolone pieno di pioggia. Quando un pugile combatte in queste condizioni psicologiche corre soprattutto due rischi: di gettarsi “alla va o la spacca” o, al contrario, di scoprire di non avere più voglia di soffrire. Invece, il nostro portacolori dovrà essere lucido, razionale, attento e concentrato gettandosi ogni molesta preoccupazione alle spalle. Per trentasei infiniti minuti al centro dei suoi pensieri e del suo cuore solo l’avversario! Poi, sarà quel che sarà e deciderà per il meglio quale sarà il suo domani, da uomo libero e privo di condizionamenti.
“Non c’è due senza tre”, recita il vecchio proverbio. Ecco. Dopo i due precedenti tentativi, sarebbe bello che quel "tre" avesse il segno “+” davanti, per dare inizio ad una nuova storia o mettere un glorioso punto finale a quella vecchia.
Nella stessa serata, grande attesa per il 31enne mancino Cédric Vitu (44-2-0, 18 ko), campione europeo dei superwelter, tristemente noto in Italia per avere inflitto nel 2015 a Brescia una drammatica sconfitta all’11° round al nostro Fiordigiglio, per sette riprese autore della migliore prestazione della sua carriera. Da allora, il tecnico e intelligentissimo Vitu ha vittoriosamente difeso la cintura contro gli spagnoli Santos e Varon ma stavolta troverà il terzo della serie, nonché il più forte: il catalano Isaac Real (16-1-1, 9 ko), la cui vittoria per kot su Emanuele Della Rosa a Ostia Lido nel 2014 arrivò a conclusione di uno dei più terribili combattimenti (per entrambi) visti in Italia negli ultimi anni. Insomma, il pur bravissimo e favorito Vitu sarà obbligato a tenere gli occhi molto aperti…
A compleare il cartellone, anche la "sfilata" di alcuni olimpionici di Rio. Il “bronzo” 27enne mediomassimo Mathieu Bauderlique (10-0-0, 5 KO) sarà opposto all’africano-tedesco Matinga Kindele (9-5-0, 3 ko), mentre il debuttante superwelter Souleymane Cissokho, anch’egli vincitore della medaglia di bronzo, se la vedrà con il tutt’altro che “comodo” ucraino Artem Karpets (21-4-0, 6 ko). Inoltre, la 27enne Maiva Hamadouche (14-1-0, 11 ko), detentrice della cintura mondiale Ibf dei superpiuma, la difenderà contro la bulgara Milena Koleva (9-6-1, 3 ko), che non dovrebbe darle eccessive preoccupazioni.
L’ultimo combattimento a chiusura della serata, nientemeno che il campionato di Francia dei superpiuma tra Samir Kasmi (21-12-1, 5 ko) e Dame Seck (10-13-2, 1 ko). Come dire…pugilisticamente, beata la Francia!



