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Sabato l'Italia uscirà dall'Ebu?

Marsili copyAl Congresso andrà Del Greco, presidente di una Lega senza poteri. In pericolo i titoli di Bundu, Marsili e Boschiero. A rischio la riunione dell’8 giugno a Brindisi. Il Coni ha nominato un commissario per la riforma dello Statuto…

L’Italia rischia di uscire dall’European Boxing Union. Al 28 maggio 2013 non ha ancora confermato la sua affiliazione, né pagato la quota associativa (cosa che negli altri anni avveniva non oltre il mese di marzo). Né, tantomeno, ha fatto sapere quali possano essere le sue intenzioni.

Venerdì 31 maggio (riunione del direttivo) e sabato 1 giugno (congresso) l’Ebu si ritroverà a Vienna. Il rappresentante della Fpi sarà Antonio Del Greco, presidente della Lega Pro Boxe. In quell’occasione dovrà comunicare all’ente europeo le decisioni della Fpi sulla gestione dell’attività professionistica.

Spagna e Francia, che hanno due settori federali distinti (professionismo e dilettantismo) hanno già rinnovato l’affiliazione all’Ebu e saranno in Austria con i loro presidenti Antonio Martin Galan e André Martin.

Con quali poteri Del Greco si presenterà a Vienna? La Fpi ha già deciso di aderire al professionismo Aiba (Apb). Questo vuol dire tagliare qualsiasi rapporto con le altre organizzazioni che regolano e gestiscono questa attività. Ebu compresa.

Se così fosse confermato, quale sarà il futuro di Leonard Bundu (detentore del titolo dei welter), Emiliano Marsili (leggeri, nella foto in alto) e Devis Boschiero (superpiuma)? E che cosa ne sarà del doppio campionato europeo (Di Rocco-Daws, superleggeri, e Ndiaye-Rebrasse, supermedi) fissato per l’8 giugno a Brindisi?

La Fpi tace. Non ha ancora fatto comunicazioni ufficiali. Ha solo scritto sul suo sito ufficiale l’adesione alle modifiche allo Statuto dettate dall’Aiba. Ma saprà solo tra tre mesi se potrà procedere su questa strada. Il Coni ha infatti nominato Giulio Napolitano commissario ad acta per la riforma dello Statuto della Federazione Pugilistica Italiana.

E’ quasi certo che l’Ebu a fine congresso emetterà un comunicato ufficiale in cui condannerà il tentativo dell’Aiba di gestire il pugilato in regime di monopolio. Negli Stati Uniti alcuni organizzatori hanno affidato a importanti studi legali la difesa della loro attività. Il Wbc ha apertamente dichiarato che citerà in giudizio l’Aiba il cui comportamento sembra violare la legge antitrust. Alla denuncia ha già aderito Daryl Peoples, presidente dell'Ibf, che ha reso pubblica la posizione dell'Ente al termine del recente congresso di Berlino.

ndiayeUscire dall’Ebu significherebbe privare subito della possibilità di lavorare i campioni in carica, impedirebbe a brevissima scadenza ad altri due nostri rappresentati (Di Rocco e, nella foto, Ndiaye) di battersi per il titolo. E chiuderebbe definitivamente le porte a qualsiasi altro aspirante a una delle cinture più prestigiose in circolazione. E’ davvero questo che vuole la Fpi?

I pugili in questione potrebbero anche difendersi in tribunale. In fondo gli verrebbe tolta la possibilità di esercitare il proprio diritto al lavoro.

Il fatto che al congresso Ebu non vada un membro del Consiglio Federale, il presidente Alberto Brasca o chi per lui, è grave. Antonio Del Greco è persona stimata, ma è presidente di una associazione che non ha poteri politici.

Lo dice la stessa Fpi: “La Lega Professionisti o Lega Pro Boxe è composta dalle società professionistiche affiliate alla Fpi ed è retta da statuto e regolamenti conformi alle norme dell'ordinamento statale, ai principi dell'ordinamento sportivo nazionale ed internazionale, alle norme e alle direttive del Coni nonché allo Statuto e ai regolamenti della Fpi.

La Lega ha il compito di coordinare, secondo le direttive federali, il sostegno, la promozione e l’organizzazione delle manifestazioni agonistiche, ferme restando le competenze federali in materia di affiliazione dei sodalizi e tesseramento degli atleti, di assegnazione dei titoli, di funzioni arbitrali, medico-sanitarie e di giustizia sportiva. La Lega gode di autonomia organizzativa, amministrativa e funzionale nell’ambito delle attività demandate e definite in apposita convenzione. Alla Lega Professionisti è riconosciuto il diritto di cessione dell'immagine, di diffusione radiotelevisiva, di abbinamento e/o sponsorizzazione su mandato delle società aderenti.

In altre parole, la Lega ha giurisdizione sull’organizzazione delle riunioni dal punto di vista del reperimento delle risorse e dei rapporti con sponsor e televisioni. Ma la gestione politica e regolamentare deve attenersi “allo Statuto e ai regolamenti della Fpi.

Siamo sempre più vicini al grande baratro. L’Italia pugilistica si lancerà nel burrone o troverà magicamente un espediente per salvarsi anche questa volta? Magari scaricando tutta l'attività sulle spalle della Lega, addentrandosi così in un labirinto senza uscita. Le contraddizioni diventerebbero sempre più numerose e l'unica uscita possibile sarebbe quella della fine del pugilato professionistico nel nostro Paese.

 

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