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Bordo Ring

La Fpi naviga a vista

boschiero  bandieraRinnova all’ultimo momento l’affiliazione Ebu. Vuole staccarsi dai prof, ma aspetta di conoscere il nuovo presidente Cio. Sembra che l’Aiba abbia minacciato di espulsione la Danimarca: il Ministero della Sanità aveva vietato ai dilettanti di battersi senza caschetto…

 

L’Italia si è affiliata all’Ebu. L’ha fatto il 29 maggio, il giorno dopo che questo sito aveva pubblicato un grido di allarme. Non siamo così presuntuosi da pensare che le due cose siano correlate. La domanda che mi faccio è: perché così in ritardo?

Per un anno le cose andranno avanti così (salvi dunque i titoli di Bundu, Boschiero, nella foto, e Marsili), poi si vedrà. Ormai si procede a tentoni, rinviando di mese in mese. Non si riesce a guardare al futuro, o perlomeno non si comunica con chiarezza quale tipo di programma si intende seguire.

Ho l’impressione che tutti siano in attesa dell’elezione del presidente del Cio. A Buenos Aires, in settembre, ci saranno le votazioni. Wu, capo dell’Aiba, si è candidato. Al momento non sembra avere molte possibilità di farcela. Un conto è prendersi il pugilato e vedere l’effetto che fa. Un altro diventare il capo dello sport mondiale.

Rinviati a gennaio 2014 l’inizio dell’Apb (il nebuloso professionismo targato Aiba) e l’obbligo di avere un allenatore classe 3 stelle per ogni nazionale. Rinviato da parte della Fpi ogni annuncio ufficiale sulla separazione tra il settore Aob (Aiba Olimpyc Boxing) ed il professionismo. La delega totale dell’attività alla Lega Pro è il piano finale (il fatto che in Austria non ci fosse né il presidente Brasca, né il responsabile del settore professionisti non fa che confermare questa teoria), ma non c’è alcuna dichiarazione in proposito. Nel frattempo si naviga a vista.

L’Ebu, come avevamo già annunciato, a conclusione del congresso di Vienna ha stilato un duro comunicato, una presa di posizione anti Aiba che va ad aggiungersi a quelle del Wbc e dell’Ibf. Intanto si delineano alcune posizioni. Contro l’Aiba sono anche Stati Uniti e Austria. Direte voi che dal punto di vista del professionismo la nazione europea non ha grande potere. Errore, l’Austria è la piattaforma su cui si muove Sauerland. Il più grande organizzatore continentale.

Il problema non sfiora la Gran Bretagna. Il BBBC (la federazione professionistica) ha una data di nascita più antica di quella della Federazione Dilettantistica, figuratevi se può preoccuparsi di Wu e compagni.

La Germania più che dall’Aiba è turbata dalla questione interna. La più vecchia Federazione professionistica, la BDB, teme la concorrenza di tre nuovi enti: GBA, GBU e BDF che potrebbero toglierle consensi e pugili.

In Danimarca è già nato un caso. In quella nazione ci sono già due federazioni staccate. La dilettantistica che dipende dal Ministero della Cultura e la professionista sotto l’ala del Ministero della Giustizia. Entrambe sono enti statali. Il settore dilettanti aveva intenzione di aderire al nuovo statuto Aiba, ma il Ministero della Sanità ha negato ai suoi pugili il permesso di combattere senza caschetto (non è che, per caso, anche l’Italia rischi in ugual misura?). Fatto presente il problema a Wu, sembra che in risposta sia arrivata l’espulsione della Danimarca dall’Aiba. Se fosse vero, mi chiedo come una Federazione sportiva possa pensare che i suoi regolamenti abbiano più peso delle leggi di uno Stato (anche se nel “caso Modugno" l'Ente una risposta l'ha già data, ignorando la “legge Ali" sulla tutela sanitaria dei pugili).

La boxe continua a muoversi in questo limbo senza certezze. Ma nessuno se ne preoccupa, forse sono tutti convinti al 100% che Wu non sarà eletto e l’Aiba di conseguenza sarà ridimensionata dal nuovo presidente del Cio.

In Italia il professionismo va avanti senza nessuna presa di posizione. Paura? Incapacità di gestire un’opposizione? Mancata visione politica? E con questo intendo dire che un buon professionista dovrebbe gestire gli eventi, non aspettare che accadano e poi adagiarvisi sopra. Sono andati, in gruppo e non singolarmente, a chiedere alla Fpi quale è il progetto del quadriennio sull'attività di settore? Ma forse dimentico che la parola “programmazione" da queste parti non esiste. Che importanza volete che abbia il fatto di conoscere con certezza cosa si potrà fare tra sei mesi o un anno?

So che qualcuno in Federazione si lamenta per la puntualità con cui questo sito riporta e analizza i fatti. Voglio ricordare che essersi tesserati all’Ebu a fine maggio, con più di due mesi di ritardo rispetto alla consuetudine, non può che essere imputabile a un'incertezza di base. Qualsiasi altra giustificazione offenderebbe la nostra intelligenza. La realtà è che la Fpi forse ha capito che la dittatura dell’Aiba non è la soluzione migliore per garantirsi un futuro sereno. Ma non riesce a vedere una via d’uscita. Nel frattemp sembra abbia deciso di tagliare i “rami secchi”. Il professionismo ad esempio. Ma a partire dal 2014, quando i giochi internazionali saranno fatti…


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