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Bordo Ring

Dove vanno i maestri italiani?

duranL'Aiba ha negato a M. Duran la frequenza a un corso perché gestisce dei professionisti, ma ha concesso il permesso ad altri tecnici che erano nella stessa situazione...

Massimiliano Duran (foto) ha chiesto all’Aiba di frequentare il corso per maestri che si terrà ad Assisi. La risposta è stata negativa.

Caro Signor Duran,

… a causa del suo coinvolgimento attuale e costante nel pugilato professionistico lei non ha diritto a frequentare il corso. Secondo le regole AIBA, è necessario aver interrotto la partecipazione al professionismo almeno sei mesi prima del corso e deve altresì fornire una dichiarazione formale in cui afferma che non sarà più coinvolto. Solo una volta che avrà rispettato queste  richieste potrà riformulare una nuova richiesta che sarà tenuta in considerazione per i corsi futuri.

Cordiali saluti, Ufficio EUBC

A questo punto ho due strade da seguire.

La prima. L’Ente europeo, che è presieduto da Franco Falcinelli, ha dei motivi non conosciuti che rendono Massimiliano Duran persona non gradita e, al di là di ogni riferimento allo Statuto, le risposte alle sue richieste saranno sempre e comunque negative.

La seconda. I maestri italiani hanno già alzato bandiera bianca aderendo ora e per sempre al professionismo targato Aiba. Infatti ai corsi che ha chiesto di frequentare Duran hanno partecipato almeno sette insegnanti che gestiscono un minimo di dieci pugili italiani professionisti.

Quale percorso devo intraprendere?

In entrambi i casi i sentieri sono pericolosi.

Massimiliano Duran, molto attivo nella contestazione all’attuale sistema politico federale italiano e alla gestione del pugilato da parte dell’Aiba non si è fatto molti amici. Vero. Ma come si fa a sostenere la sua “non idoneità alla frequenza” (sotto la nota ufficiale dell'Aiba) quando ad altri suoi colleghi che allenano professionisti campioni italiani, sfidanti all’Unione Europea, addirittura sfidanti al titolo europeo, il permesso è stato concesso?

Noa

Fatico a credere, conoscendoli, che i sette insegnanti in questione abbiano rinunciato con dichiarazione scritta al vero professionismo. Nel caso fossi smentito, si tratterebbe di una resa incondizionata, l’ultimo gradino prima dell’inferno.

Il pugilato di oggi non riesce a dare risposte. Anche perché spesso al suo interno si nega l’evidenza.

Qualcuno dentro la Lega Pro’ ancora sostiene che la Fpi prima o poi erogherà dei contributi. Ignora che, ammesso che lo faccia, potrà versarli al massimo sino al 2016. Poi, stop. Pena la cacciata dall’Aiba. Basta leggere lo Statuto dell’ente mondiale per non farsi illusioni.

Abbiamo appena assistito ad un bel fine settimana con i pugili italiani impegnati a dare spettacolo e a conquistare vittorie importanti. Basta dare uno sguardo ai quotidiani per capire la situazione. Gli unici a riportare un mini articolo in nazionale sono stati gli sportivi. E c’era un derby per l’Europa con Marsili e Di Silvio sul ring. Non mi sto piangendo addosso. Ho solo fatto una constatazione.

Per me lo scandalo è altrove.

Per esempio nell’immobilismo, se non peggio nell’assuefazione, nei confronti di un  regime che aveva nel suo Statuto il solo fine del dilettantismo e ora vuole imporre un proprio professionismo. E vuole imporlo con metodi altamente criticabili, gestendo politicamente le vicende a seconda delle persone che ha davanti. Senza possibilità di discussione. “E' così e basta."

Il caso Massimiliano Duran è solo l’ultimo della serie. Ma non temete, altri lo seguiranno.

http://dartortorromeo.wordpress.com/

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