Troppo bravo l'impertinente superleggero dell'Ohio
Non digerivamo le smargiassate di Muhammad Alì, che era un grande, figuriamoci se sopportiamo qulle di Adrien Broner, superleggero di Cincinnati, che ai livelli di Alì forse non arriverà mai. Però non c'è dubbio, e li si è visto sul ring di Las Vegas, MGM Grand, che fra lui e il californiano John Molina Jr passano due classi di differenza pugilistica. Il professionismo pugilistico è ben diverso, e lo si è visto anche ieri a Macao con la sconfitta di Zou Shiming, dal dilettantismo ma la scarsissima esperienza in maglietta di Molina si traduce in una tecnica approssimativa e di fronte a uno come Broner questo fatto si paga. L'unica possibilità che Molina aveva era la cosiddetta chance del picchiatore e Broner ne era certo consapevole, come era consapevole che questa chance si andava affievolendo con il passare delle riprese. Non è questione solo di come si muovono le braccia ma anche di come si muovono le gambe, Molina non sa tagliare il ring e chiudere alle corde un avversario bravo ed era inutile sperasse che uno come Broner si piantasse in mezzo al ring a scambiare con lui. Questa chance gliela può dare uno come Matthysse che ha bisogno di fare la stessa cosa ma la sa fare meglio come si è poi verificato. Ed era inutile che Joe Goossen dall'angolo si sgolasse per spingerlo alla guerra, se il nemico non sai trovarlo che guerra fai? E se non sai dov'è le bombe le sganci a casaccio e le possibilità che ci prendi sono pari a quelle di vincere un terno al lotto.
Broner ha iniziato subito facendo vedere un jab sinistro fulmineo, gli è bastato quello, assieme ai movimenti laterali, per controllare Molina il quale si è scosso nel 3° round dove è riuscito a mettere a segno dei ganci destri e l'unica cosa pregevole della sua serata, cioè una combinazione di due ganci destri e un montante destro. A nostro parere Molina ha vinto non solo quel round ma anche il quinto di stretta misura, ma da lì è scesa la notte per lui. Broner non si è fatto più prendere, ha aumentato le combinazioni aggiungendo al repertorio anche il fulmineo montante destro e dato spettacolo. Purtroppo lo ha fatto anche in senso negativo mancando di rispetto a Molina che se ne è abbondantemente lagnato. Non abbiamo mai visto due pugili parlarsi tanto su un ring, sembrava un talk show, anzi un trash talk show e a un certo punto l'arbitro si è quasi trasformato in conduttore. Verdetto di 120-108 due volte e un 118-110 che è anche il nostro punteggio.



