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Boxe&Dintorni

Bella vittoria di Caccia prima del limite su De Donato

Al ferrarese la sfida fra pesi welter laureati



Gli incontri fra italiani raramente deludono soprattutto se si tratta di pugili ancora giovani, desiderosi di progredire e corretti come sono stati ieri sera Alessandro Caccia e Renato De Donato. Ha vinto Caccia con una grande prestazione che lo ha condotto a una soluzione prima del limite che in molti non si aspettavano, soprattutto i tanti tifosi del milanese De Donato, festanti e chiassosi ma corretti che hanno riempito il Teatro Principe di Milano e non hanno abbandonato il loro beniamino neppure a sconfitta avvenuta. Caccia è apparso miglioratissimo, era evidentemente preparatissimo e concentrato sotto la guida abilissima di Massimiliano Duran, senz'altro ha compiuto un salto di qualità. Da parte sua De Donato ha forse sofferto la pressione ambientale, a volte succede proprio a chi combatte in casa, ha perso prima del limite ma comunque ha combattuto e la sconfitta nello sport ci sta. Fin dall'inizio i due pesi welter si sono dati battaglia. Caccia, 26enne ferrarese, si è messo subito a inseguire l'avversario ma lo ha fatto con giudizio e sempre meglio nel corso delle riprese,  era lui a fare il combattimento mentre il mancino De Donato, 28 anni, agiva di rimessa ma non leggeva i destri soprattutto dritti che Caccia metteva a segno, arma tipica contro i pugili che combattono in guardia destra. I momenti migliori del pugile milanese erano quando Caccia rimaneva un po' sui colpi consentendogli di rientrare ma i colpi di De Donato sono piumini e comunque Caccia dimostrava una movilità sul tronco che il rivale non aveva e che gli consentiva di evitare molti colpi. La superiorità di  Caccia era leggera ma costante e l'incontro vedeva Caccia salire ulteriormente nel 4° round sempre con il diretto destro ma ora anche il gancio destro a segno al volto e al 5° round un colpo al corpo di Caccia non veniva a nostro avviso ben digerito da De Donato che andava in sofferenza e perdeva incisività nelle repliche. Nel 6° round Caccia tagliava la strada a De Donato ben deciso a raccogliere ulteriori frutti e ciò avveniva con un micidiale gancio sinistro al fegato che atterrava De Donato. Era evidente la difficoltà a rialzarsi del welter milanese che poco dopo tornava a terra su  un colpo simile. Contato faceva cenni all'arbitro di poter proseguire ma Caccia dimostrava abilità anche nel chiudere il match tempestandolo di colpi precisi sopra e sotto. De Donato tornava a terra su un destro al volto e l'arbitro neppure contava. Caccia ancor prima di esultare correva all'angolo opposto per abbrscciare e consolare l'avversario. Per Caccia si aprono ora orizzonti interessanti a livello nazionale mentre De Donato dovrà riflettere su questa battuta d'arresto.

Ci ha deluso invece Luca Podda, supermedio di 27 anni con brillanti trascorsi dilettantistici. Secondo noi non ha vinto il match contro il collaudatore croato Marko Benzon e anche un pareggio sarebbe stato un regalo anche se un risultato meno sgradevole per l'ospite. Podda prende troppi colpi, non ha saputo fare uso delle sue braccia più lunghe nè arrivare a segno con precisione e con la potenza che gli è propria andando spesso a vuoto e rimanendo sui colpi. Probabilmente è un momento di adattemento alla nuova dimensione professionistica ma Benzon, che non è certo un gran pugile ma uno che si fa rispettare, ne ha approfittato per andare più spesso a segno. Non basta una buona sesta e ultima ripresa a giustificare questa vittoria.

Il peso massimo leggero Matteo Rondena ha colto la sua seconda vittoria da professionista battendo ai punti in 4 riprese il resistente croato Elvir Behlulovic. Rondena ha bisogno di mettere riprese nel suo bagaglio di esperienza, ha buone doti ma è bastato un avversario capace di incassare e di evitare molti colpi con spostamenti sul tronco per portarlo a percorrere tutto il cammino previsto. Verdetto giusto comunque per un pugile da seguire. 

In apertura di serata il massimo croato Jospi Granic, neoprofessionista che ha combattuto per Milano nelle WSB, ha battuto ai punti in 4 riprese il montenegrino Jovan Kaludjerovic. Verdetto giusto, non grande spettacolo, Granic da rivedere e Kaudjerovic che ha fatto capire di esserci anche lui sul ring cercando di ribattere colpo su colpo. 

Una ultima considerazione: sui ring italiani si vedono diversi tipi di collaudatori spesso impresentabili. Quelli visti a Milano invece erano presentabilissimi. Meglio così.

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