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Boxe&Dintorni

Le interviste impossibili: Alexis Arguello

Da campione a sindaco

 

 

 

BRW:   Signor Sindaco!

AA: Dici a me? Come vedi non ho perso il vizio di voltarmi quando mi chiamano così...

BRW: Preferisci essere ricordato come pugile o come sindaco?

AA:  Come pugile! Se non altro dal ring sono sempre sceso vivo, come sindaco ho avuto meno fortuna...

BRW:  La versione ufficiale dice suicidio, un colpo d'arma da fuoco al petto

AA:  La versione ufficiale...

BRW: Tua figlia non crede alla versione ufficiale

AA:  Nemmeno io (ride)

BRW: Eppure si dice che eri stato tentato altre volte dal suicidio

AA:  Amico, non ho avuto una vita facile e trovami uno che in vita sua non ci abbia mai pensato. Ma da sindaco no!

BRW: Per il tuo Paese non sei stato solo un grande pugile ma anche un politico importante, forse un po' di qui e un po' di là...

AA:  Tu non conosci il Nicaragua, non è come da voi che o si è di qui o di lì, ci sono molte variabili. Ma preferisco parlare di pugilato sai?

BRW: Il tuo primo mondiale lo hai perduto.

AA:  Vero, non ero pronto, non ero mai uscito dal mio Paese, Ernesto Maciel era un grande pugile e si combatteva a Panama, casa sua, E ti faccio notare che comunque dopo avere battuto me si è ritirato...

BRW:  Nove mesi dopo hai battuto Ruben Olivares e hai conquistato il primo titolo...

AA:  Si, e forse Olivares è stato il miglior pugile che ho incontrato. Ho vinto prima del limite ma ne ho prese davvero tante. Dicevano che fosse meglio da peso gallo che da peso piuma, che non facesse vita da atleta ma se era così chissà cosa sarebbe stato fosse stato uno morigerato...

BRW:  Sei stato campione un anno e mezzo poi sei salito nei superpiuma

AA: Si e ho battuto Escalera a casa sua, a Portorico. E non era facile sai, era uno di quelli protetti e un vero duro, sporco. L'ho battuto anche da voi, in Italia, a Rimini. Grande incontro, grande Paese. Ci sono tornato anche da Sindaco, ma a Milano.

BRW: Nel frattempo avevi perso da Vilomar Fernandez

AA: Si, non ero preparatissimo e non c'era il mondiale in palio, ma da superpiuma ho forse incontrato il gruppo di pugili più forti, da Bobby Chacon a Bazooka Limon a Cornelius Boza Edwards, a Ruben Castillo che era formidabile! Che battaglie! Per fortuna che io facevo più male di loro!

BRW: Poi sei diventato campione del mondo dei leggeri

AA: Si, contro Jim Watt a casa sua, un vero gentleman

BRW: Anche tu sei ricordato come un vero gentleman...

AA:  Non c'è motivo di non esserlo...

BRW: E' vero che ti sei inginocchiato davanti ad Olivares nel suo spogliatoio dopo averlo battuto?

AA:  Si, meritava tutto il mio rispetto e di più

BRW: Ed è vero che ti sei scusato con il padre di Mancini dopo aver battuto suo figlio?

AA: Si, è stata la volta che mi è costato di più vincere. Quel ragazzo combatteva per suo padre, lo sai, che era stato bloccato dalla guerra. Il padre era a bordo ring in sedia a rotelle. Per me era il terzo titolo, meno male che poi anche lui è riuscito a diventare campione del mondo

BRW: Poi volevi il quarto titolo e sei passato fra i superleggeri ed è arrivato Pryor e quella famosa bottiglietta...

AA:  Ho il più grande rispetto per Aaron Pryor ma io ero un po' in discesa e lui in salita. Lo stavo battendo per bene in un grande match poi lui ha cominciato a rimontare, io ero stanco ma non me poteva più anche lui. Poi c'è stata la bottiglietta...

BRW: Cosa conteneva?

AA:  E chi lo sa?  Certamente non acqua e non credo comuni integratori...In quell'angolo c'era Panama Lewis che poi sapete cosa ha fatto al povero Collins. 

BRW: La rivincita?

AA: Beh lì non c'ero più...

BRW: Hai provato due volte a tornare

AA: Si, non ho saputo resistere, la prima volta non è andata male, ho anche battuto Costello, poveretto. Ma la seconda volta ero troppo vecchio. Sono errori che si fanno...

BRW: C'è stata anche la droga...

AA:  Altro errore anche se da noi sai è un po' diverso, ma rassegnarsi a finire è difficile

BRW: E' vero che Roberto Duran non voleva incontrarti?

AA: Mah guarda, l'ho detto tante volte ma non lo so. La cosa buffa è che adesso lui parla con me come se fossi vivo. Naturalmente mi dice che mi avrebbe, scusa, spaccato il culo. Sai lui non è mai stato uno che parlava forbito...Però non lo so, io ho dato il meglio da piuma e superpiuma, forse avrebbe vinto lui da peso leggero. Poi lui non stava nel peso, non ha colpe se non ci siamo battuti sul ring. 

BRW: Sei un vero gentleman

AA: E' così che voglio essere ricordato.

 

 

 

 

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