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Hall of Fame 2025

Rino Tommasi, giornalista e organizzatore, una carriera da circoletto rosso

 

Seconda puntata sui sei personaggi 
che entreranno quest’anno 
nella Hall of Fame del Pugilato Italiano. 
1. Sandro Lopopolo 
2. Rino Tommasi

 

di Dario Torromeo

Rino Tommasi è stato un grande telecronista di boxe. E di tennis. Assieme a Gianni Clerici ha formato una coppia impossibile da uguagliare.
Commentiamo le partite come due amici che si ritrovano davanti alla TV. Ci pagano per svolgere un lavoro per il quale pagheremmo noi.
Ha inventato un suo linguaggio per raccontare le partite. L’espressione che ho fissa nella memoria è circoletto rosso, la usava per evidenziare un punto spettacolare, uno sprazzo di grande classe sul piano tecnico e della prestazione.
Ecco, credo che la carriera di Rino meriti a pieno titolo quel circolato rosso.
Il pugilato è stato il suo primo impegno professionale a tempo pieno.
Il Palazzo dello Sport di Roma era la sua casa. 
La ITOS la sua sigla. Giulio Rinaldi la sua stella. Uno capace di attirare nell’impianto romano 15.255 spettatori. Era il 4 giugno 1961, l’avversario si chiamava Germinal Ballarin. Con Franco De Piccoli, opposto a John Riggins, vendeva 13.402 biglietti per un incasso di trenta milioni. Nei suoi programmi sfilavano Mazzinghi, Benvenuti, Manca, Burruni. Con Nino vs Luis Rodriguez aveva incassato quasi 95 milioni di lire. 
Di Rino Tommasi organizzatore (dal 1959 al 1970) ho letto sui libri e sui giornali. 
Credo di conoscerlo meglio come giornalista.
Sempre fedele a sé stesso. In telecronaca e nel privato. Non otteneva l’unanimità dei consensi. E questo lo inorgogliva, anche se i complimenti gli piacevano. Ma solo quelli sinceri. Raccontava che tra gli elogi in cima alla lista c’era quello di un signore che gli aveva fatto una confidenza.
“Sono un suo affezionato lettore. Mi piacciono i suoi articoli. Anche se, onestamente, preferisco quelli di Tom Salvatori.”
Aveva sorriso e ringraziato.
Tom Salvatori era lo pseudonimo che usava quando scriveva per Il Tempo.
Seguiva tennis e boxe. Lo hanno spesso descritto come un uomo privo di modestia. Vero, ma almeno lo ammetteva candidamente, anche se per farlo preferiva usare l’ironia.
“Modesto? Non ho alcun motivo per esserlo.”
Aveva una dote rara, raramente negava un aiuto.
Il 19 novembre 1986 ad Atlantic City, ricordo esattamente data e luogo perché tre giorni dopo Tyson sarebbe diventato il più giovane campione del mondo dei pesi massimi, Claudio Colombo del Corriere della Sera ed io avevamo fissato un appuntamento con Bill Cayton, co-manager di Iron Mike, per un’intervista. Con l’inglese ce la cavavamo, ma volevamo essere sicuri di non perdere neppure una sfumatura di quel colloquio. Gli avevamo chiesto di accompagnarci. 
“Dove e a che ora?” aveva risposto.
Avevamo bussato alla porta della suite, Cayton aveva aperto. 
“Rino, amico mio!”
Poi, lo aveva abbracciato.
A fine chiacchierata, ci aveva fatto una domanda.
“Posso usare qualcosa di questa intervista?”
Una lezione di etica professionale. 
Mi ha ripetuto cento volte che il suo personalissimo cartellino non poteva essere messo in discussione.
“Gli arbitri hanno due possibilità, essere d’accordo con me o sbagliare.”
Lo sport era in cima ai suoi pensieri. Lo aveva praticato, lo appassionava, ne era innamorato. I numeri erano il suo forte, la memoria la sua arma, la competenza l’affondo vincente.
A Seul ‘88 piazzava la stoccata vincente.
“In questa Olimpiade i pugili sono dilettanti, ma i giudici sono ladri professionisti.”
Sintesi apprezzabile.
Amava lo sport, il giornalismo, amava sé stesso. Non è un peccato mortale.
Urlava in tv solo quando era strettamente necessario.
“Una delle più belle riprese a cui mi sia mai stato modo di assistere!” (la sesta di Hagler vs Mugabi, fantastica telecronaca). 
Se qualcuno gli diceva “Hai ragione”, replicava senza neppure un mezzo sorriso “Mi capita spesso.”
In telecronaca aveva il ritmo giusto, la capacità di analisi veloce, il linguaggio appropriato. E poi aveva una dote rara, diceva quello che pensava. Un match brutto era un match brutto e basta, senza nascondersi dietro un mare di parole. Una rarità in un mondo in cui due pugilatori modesti vengono etichettati come fuoriclasse. 
Se qualcuno si lamentasse, cosa gli risponderesti?
“Non siamo qui per vendere tappeti.”
Aveva una qualità difficile da trovare in giro, l’autorevolezza. Del suo giudizio tecnico ci si poteva fidare. Rino Tommasi, il nome era il marchio di qualità sullo spettacolo. 
Chiudo con il commento di un grande.
Stimo Rino Tommasi, uno dei più culti giornalisti sportivi in assoluto. Un cervello essenzialmente matematico, però capace di digressioni etico-fantastiche quali consente uno sport come il pugilato. Io lo chiamo professore senza la minima ombra di esagerazione scherzosa.”
Parola di Gianni Brera.

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Sabato 25 ottobre, a Palazzo Albicini (Corso Garibaldi 80, Forlì), dalle ore 20:15 si terrà la settima edizione della Hall of Fame del Pugilato Italiano. Una manifestazione ideata e organizzata da boxeringweb, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Forli e la collaborazione dell'Edera Boxe Forlì. 
La serata di gala sarà aperta a tutti (Per informazioni o prenotazioni telefonare al numero 3391415615) 
Il Comitato Direttivo (Gualtiero Becchetti, Flavio Dell’Amore, Franco Esposito, Alessandro Ferrarini, Davide Novelli, Vittorio Parisi e Dario Torromeo) ha scelto per il 2025 sei grandi personaggi del mondo pugilistico.
Sandro Lopopolo (ritira la targa il figlio Stefano)
Medaglia d’argento all’Olimpiade di Roma ’60 nei leggeri.
Campione italiano e campione del mondo Wbc dei superleggeri.
Vincenzo Nardiello
Campione europeo e mondiale Wbc dei supermedi.
Cristian Sanavia
Campione italiano ed europeo dei medi, campione del mondo Wbc dei supermedi.
Rocco Agostino (ritira la targa il maestro Paolo Celano)
Uno dei più importanti allenatori e procuratori nella storia della boxe italiana. Ha portato al titolo mondiale Bruno Arcari, Patrizio Oliva, Massimiliano Duran e Mauro Galvano.
Rino Tommasi (ritira la targa il figlio Guido)
Giornalista, conduttore televisivo e telecronista. Organizzatore di Pugilato dal 1959 al 1970. Ha seguito tredici edizioni dei Giochi Olimpici.
Mario Ireneo Sturla
Presidente Commissione Nazionale Studi e Ricerche FPI, presidente Commissione Medica Europea EBU, D-Chairman Commissione Medica Mondiale WBC.

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HALL OF FAME EDIZIONE 2018

MODERNI
Nino Benvenuti - oro Giochi di Roma '60 welter; mondiale pro superwelter e medi
Patrizio Oliva - oro Giochi di Mosca '80 superleggeri; mondiale pro superleggeri
Maurizio Stecca - oro Giochi di Los Angeles '84 gallo; mondiale pro piuma
Giovanni Parisi - oro Giochi di Seul '88 piuma; mondiale pro leggeri e superleggeri

HALL OF FAME EDIZIONE 2019

PIONIERI
Primo Carnera - Mondiale massimi
MODERNI
Sandro Mazzinghi - Mondiale superwelter
Bruno Arcari - Mondiale superleggeri
Gianfranco Rosi - Mondiale superwelter
Francesco Damiani - Mondiale massimi
Simona Galassi - Mondiale mosca e supermosca.

HALL OF FAME EDIZIONE 2020
(Rinviata per pandemia da Covid-19)

HALL OF FAME EDIZIONE 2021

PIONIERI
Anacleto Locatelli – Europeo leggeri
MODERNI  
Duilio Loi – Mondiale superleggeri
Loris Stecca – Mondiale supergallo WBA
Sumbu Kalambay – Mondiale medi WBA
Massimiliano Duran – Mondiale massimi leggeri WBC
Roberto Cammarelle – Oro Giochi di Pechino 2008, argento Londra 2012, bronzo Atene 2004

HALL OF FAME EDIZIONE 2022

PIONIERI 
Enrico Venturi – Europeo leggeri
MODERNI
Mario D’Agata – Mondiale gallo
Rocky Mattioli – Mondiale superwelter WBC
Valerio Nati – Mondiale supergallo WBO
Michele Piccirillo – Mondiale welter IBF
Umberto Branchini – Manager di undici campioni del mondo

HALL OF FAME EDIZIONE 2023

MODERNI
Salvatore Burruni - Mondiale mosca WBC/WBA
Silvio Branco - Mondiale mediomassimi WBA
Alessandro Duran - Mondiale welter WBU
Stefano Zoff - Mondiale leggeri WBA
Angelo Poletti - Arbitro internazionale, 25 mondiali, 37 europei

HALL OF FAME EDIZIONE 2024

MODERNI
Giovanni De Carolis - Mondiale supermedi WBA
Rodolfo Sabbatini - Organizzatore internazionale, ha portato in Italia i fuoriclasse Marvin Hagler e Carlos Monzon.
Massimo Barrovecchio - Due volte miglior arbitro del mondo per il WBC

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