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La Matchroom sbarca negli Stati Uniti e lo fa alla grande, con un annuncio a sorpresa.

 

Eddie Hearn ha infatti annunciato l'ingaggio del peso medio Danny "Miracle Man" Jacobs (32-2), ex campione WBA, uscito alla grande dalla sfida dello scorso marzo contro il fuoriclasse kazako Gennady Golovkin, che lo sconfisse distretta misura ai punti.

Jacobs Danny con Hearn

Jacobs farà il suo esordio con la nuova scuderia il giorno 11 novembre al Long Island Colisseum di Nassau dove affronterà il quotato Luis "Cuba" Arias (18-0) n. 14 WBA, n. 6 IBF e n. 12 WBO.

La riunione sarà trasmessa in diretta dalla HBO alla ricerca di nuove vedette dopo la fine dei pluriennali rapporti d'affari con la Top Rank di Bob Arum, passata armi e bagagli alla ESPN.

Sarà questa la prima di una serie di riunione che la Matchroom allestirà negli Stati Uniti coprendo per l'appunto il vuoto lasciato dalla Top Rank.

Onore al merito ad Hearn, oramai uno dei migliori impresari al mondo.

Max

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Parker incrocia Fury

Come si  può  commentare il duello valido per il titolo Wbo dei massimi  alla Manchester Arena se non che  il pugile che fugge  o è un fuoriclasse  o raramente vince .

E’ questo che è accaduto alla Manchester Arena tra il campione Joseph Parker e lo sfidante  Hughie Fury. Già nei primi quattro round si è capito che  il “cugino” d’arte  avrebbe messo in mostra  l’artiglieria più efficace solo a tratti. La tattica di Fury di protendere  quasi  sempre il jab per tenere lontano Parker e di lavorare di gambe per non offrire mai un bersaglio fisso  non poteva essere vincente, anzi, è stata irritante .Fury imita Ali in certe movenze da incontrista ma siamo su un altro pianeta.

Il giovane  Fury quando ha lasciato andare le mani ha procurato dei danni al campione. Ma le serie sono state  poche di numero e  diverse sono finite nell’aria . Nelle prime cinque riprese comunque abbastanza  equilibrate  il giudizio dei giudici è improbo.  Fury forse ha vinto la seconda e pareggiato la quinta  ma la conduzione del match è stata  ad appannaggio del campione. Tra la sesta e l’ottava ripresa  Fury esplode qualche  colpo particolarmente duro ma  si fa mettere alle corde e difficilmente in quella posizione si raccoglie punti. Alla fine del nono round Il padre allenatore Peter Fury  urla al figlio di  osare e di picchiare di più. In effetti nella decima ripresa si vede un buon Fury che lancia una ottima combinazione .Nel round  successivo torna però sulla difensiva  mentre nell’assalto  finale  colpisce bene  Parker al corpo ma nell’ultimo minuto  torna ad essere spettatore dell’offensiva del neozelandese .

Un match non bello dunque , che possiamo  considerare  abbastanza bilanciato  , non semplice  da giudicare  e comunque  deludente tecnicamente  se pensiamo che si battevano i massimi esponenti della Wbo.

Il promoter Mick Hennessy,  nel dopo match si è espresso in termini molto discutibili . "Questa è la corruzione al suo livello più alto nella boxe- Ha dichiarato ai microfoni della BBC -  Parker non è mai stato in partita  mentre la boxe migliore è stata quella di Hughie . Una delle decisioni peggiori che abbia mai visto. "

Evidentemente Hennessy ha visto un altro match perché   troviamo  veramente  pochi commenti in sintonia con il suo e non tiene conto che il campione  era Parker  e che quindi bisognava fare di più  per portargli  via il titolo .  Per concludere  ribadiamo il concetto espresso in tempi non sospetti. Fury ha solo 23 anni e indubbiamente  ha margini di miglioramento   ma  dopo 17 mesi di  assenza  dal ring   questo non era il match giusto per lui.

 

Joseph Parker ha tenuto il titolo

 

 

 

 

 

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