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Bordo Ring

 

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Il coraggio di Carmine Tommasone (19-1-0; 5 ko) non é bastato e sul ring di Frisco, nel cuore del lontano Texas, e il suo sogno di diventare campione del mondo Wbo dei pesi piuma é svanito.

Ma non c'é da rimpiangere nulla. Arrivare a battersi per l'opportunità più grande e fantastica che si possa presentare ad un pugile é di per stesso il coronamento di una carriera.

Si sapeva, si temeva, si percepiva che l'impresa era terribile, ma il pugile allenato dal maestro Michele Piccariello e amministrato dalla famiglia Cherchi ci ha provato come meglio ha potuto. Un combattimento con i colori dell'iride non si può rifiutare, soprattutto quando si hanno quasi 35 anni e il tempo per attendere un'altra occasione simile non è tanto. Davanti si é trovato un campione vero, il 28enne messicano imbattuto di Nogales, Oscar Valdez (25-0-0; 20 ko), reduce da una lunga e dolorosa parentesi della propria fantastica carriera.
Al rientro dopo un undici mesi d'inattività per la grave frattura alla mascella subita contro Scott Quigg, nella vittoriosa difesa del 10 marzo 2018 in California, era intuibile che era estremamente remota la speranza di vederlo in condizioni fisiche e psicologiche precarie. L'avevamo scritto, in sede di presentazione del match, che non era realistico confidare su un Valdez non al 100%, perché in tal caso non avrebbe scavalcato le corde del ring.

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Rinfrancato dalla perfetta guarigione, "affamato" di vittoria e di applausi (e pure di dollari), ulteriormente motivato dal nuovo allenatore Reynoso, il guerriero atzeca si é presentato ai suoi tifosi non solo deciso a vincere, ma a vincere a modo suo, con un ko che lo rilancia all'attenzione di televisioni, promoter e appassionati.

Carmine Tommasone si era preparato al meglio per cercare di contrastarlo e al suono del primo gong ha cominciato a lavorare bene con il sinistro, muovendosi sulle gambe per non offrire un bersaglio fisso, mentre il detentore lo studiava con il rispetto che si deve ad un rivale imbattuto. Valdez é un pugile che, al contrario del nostro pugile di Contrada, ha "bombe" nei guantoni, sia in quello destro che nel sinistro e può permettersi di attendere...
Il messicano ha pagato anche un po' "dazio" con qualche colpo a vuoto e talvolta perdendo la misura, ma si é intuito ben presto che mirava soprattutto al corpo di Carmine, per intaccarne la mobilità. Anche nel secondo e terzo round Tommasone si é battuto bene, attento e concentrato, ma secondo dopo secondo il campione ha cominciato a crescere, a premere sull'acceleratore, preoccupando la secchezza dei suoi colpi, anche se non era ancora riuscito a centrare bene il nostro rappresentante. All'inizio della quarta ripresa il match era ancora aperto ed equilibrato, ma ha cominciato ad aumentare la molesta sensazione di un temporale che prima o poi sarebbe esploso facendo danni...
Infatti, quasi allo scadere del primo minuto, un saettante destro ha fatto centro sul volto dell'italiano che é finito al tappeto; con coraggio Carmine si é rimesso in verticale e ha ripreso a combattere cercando di contenere Valdez, pugile che quando ha di fronte un avversario in difficoltà quasi mai se lo lascia sfuggire; a pochi istanti dal gong, quando il peggio sembrava passato, sotto un affondo di sinistro al corpo Tommasone ha subito un altro kd, ma non ha mollato, anche se prendeva consistenza il timore che il match fosse ormai segnato, anche perché purtroppo, nel repertorio del pugile campano non c'é la potenza in grado di sovvertire le sorti di un combattimento in qualsiasi occasione.
Comunque, nella quinta ripresa il pugile irpino é riuscito a resistere e ha lottato da par suo, pure se segnato in volto dalla pesantissima battaglia; ha contenuto disperatamente le "saette" di Oscar Valdez, ormai proteso verso il successo prima del limite e desideroso di dimostrare ai tifosi di essere tornato la terribile "macchina da guerra" dei giorni migliori.

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Non doveva che stare in agguato, Valdez, in attesa del momento opportuno e di nuovo, al sesto round, dopo un buon inizio di Tommasone, il messicano ha lanciato il sinistro costringendolo ancora al tappeto. Terzo conteggio e terza reazione di Carmine, il quale non s'é arreso, nonostante avesse davanti un campione con eguale e terribile potenza in entrambe le mani.
Però la fine era ormai prossima. Nulla ha potuto il ragazzo di Contrada, poco dopo l'inzio della settima e fatale ripresa: il campione del mondo Wbo, "cattivo" e rapido come un cobra, l'ha "morso" con un letale montante destro al corpo. Tommasone é crollato per la quarta volta ma si é capito che sarebbe anche stata l'ultima, nonostante egli abbia avuto il commovente orgoglio di alzarsi ancora. L'arbitro Nelson é infatti intervenuto, sospendendo le ostilità per kot.
Qualche comprensibile protesta del pugile e dell'angolo, ma non c'era obiettivamente più nulla da fare, se non rinviare una fine che si sarebbe riproposta da lì a poco e di coraggio Carmine ne aveva dimostrato già in abbondanza, senza dovere rischiare peggiori conseguenze.
Oscar Valdez ha vinto perché é un vero campione. Questa é la semplice e verità.

Non c'é da perdersi in alchimie e im complicate analisi. Carmine Tommasone é a sua volta un pugile vero, ma del messicano non possiede la deflagrante potenza, la varietà di colpi e la rapidità di braccia. Battersi per una cintura iridata e perdere é cosa normale e onorevole in ogni caso. Per evitare il pericolo della sconfitta prima del limite, soprattutto contro un formidabile pugile com Valdez, non c'é che una cosa da fare: non salire sul ring!
Ma se un pugile è pugile, sul ring ci sale sempre e il rischio se lo porta sottobraccio, come un amico inseparabile della propria avventura sportiva.

E questo ha fatto il "lupo" irpino. Senza rimpianti. Senza rimorsi. Giù il cappello... 

 

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