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Roach

Freddie Roach ha un diavolo per capello, dopo essere venuto a conoscenza che Jarrell Miller é risultato positivo al test antidoping, in vista del combattimento mondiale con Anthony Joshua. L'imbattuto massimo statunitense ha perso non solo la faccia, ma soprattutto ben sei milioni di dollari che l'attendevano il 1° giugno a New York.

Già in altre pagine di Boxeringweb viene trattato in maniera specifica l'argomento, ma vale la pena ricordare che appena nello scorso febbraio era stato proprio Miller ad accusare Joshua di usare sostanze non lecite per potenziare la propria muscolatura...

Roach, di fronte a questo ennesimo "fattaccio", ha assunto una posizione di assoluta e totale fermezza. Insomma, il popolarissimo trainer ritiene che non sarebbe poi così difficile stroncare il ricorso al doping per falsificare l'esito dei combattimenti.

Con saggezza e rabbia, suggerisce una strada semplicissima:

"Le sanzioni attualmente previste non sono abbastanza severe. Ammettiamolo! Chi ha la possibilità di adoperare droghe lo fa perché la punizione é troppo lieve! Se invece fosse finalmente stabilito che se un pugile trovato positivo viene squalificato a vita, allora nessuno userebbe più il doping...Chi rischierebbe, nella consapevolezza che una volta scoperto avrebbe finito la carriera? Ora é tutto troppo "leggero" e stiamo scendendo verso il basso! Voglio sottolineare che fare assumere sostanze pericolose é quasi un tentato omicidio, in uno sport da combattimento. E' pericolosissimo tentare di migliorare in questo modo. Ciò dovrebbe essere stabilito in tutto il mondo, ma la realtà di oggi é purtroppo questa...Si faccia finalmente piazza pulita e anche fosse la prima volta, se qualcuno viene scoperto dopato, sia cancellato a vita!". 

Una soluzione "draconiana", quella di Freddie Roach. Però, in ogni disciplina sportiva si assiste sempre più spesso ad una specie di sfida tra coloro che creano nuove sostanze dopanti e "cancellanti" e coloro che cercano, ma sempre un passo indietro, sistemi sofisticati per scoprirle. Una corsa apparentemente senza fine. Nel frattempo, a pagarne le conseguenze sono la salute degli atleti e la credibilità dello sport. 

Qualcosa non va e il mitico coatch dice davvero cose insensate?

L'argento olimpico Joe Joyce (8-0-0), challenger ufficiale al titolo europeo, ha cambiato volto al proprio staff. ll 33enne "Juggernaut' ha veramente preso delle radicali decisioni. Ha iniziato due mesi fa, lasciando tutti a bocca aperta e scaricando dal ruolo di manager il due volte campione dei massimi David Haye.

Risultati immagini per Joe Joyce train  boxing Photos Joyce con Sanchez e Schaefer

Poi, ha deciso che la permanenza negli USA, nella  prestigiosa palestra a Big Bear di Abel Sanchez, lo privava per gran parte dell'anno degli affetti familiari. L'ha quindi salutato e ringraziato ed è tornato in Inghilterra, nella sua casa di Putney, nel Sud Ovest di Londra. Dovrebbe rimanere suo consulente Al Haymon, con cui aveva firmato un contratto nello scorso agosto.

D'ora in poi sarà allenato da Adam Booth, coach apprezzatissimo Oltremanica, che ha guidato campioni come David Haye, George Groves, Danny Williams e anche il nostro Matteo Modugno.

Joyce ha vinto prima del limite tutti e otto i match disputati e, nei primi cinque, all'angolo c'era Ismael Salas poi nei tre successivi Abel Sanchez. Sui social s'ipotizza il sui rientro in estate. Sosterrebbe il secondo match del 2019, dopo aver messo ko in febbraio l'ex campione Wbc, Bermane Stiverne.

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