Canelo Alvarez ha iniziato il ritiro in vista del suo ritorno sul ring il 12 settembre 2026 a Riyadh, in Arabia Saudita.
Dopo un anno segnato da un intervento chirurgico al gomito e dalla sconfitta contro Terence Crawford, la superstar messicana vuole una sfida per un titolo mondiale al suo ritorno. Il 30enne franco- canadese Christian Mbilli attuale titolare WBC dei supermedi è in cima alla lista dei suoi desideri.L'imbattuto Mbilli reduce dal pareggio con Lester Martinez a Las Vegas è il favorito “sulla carta” per battersi con Canelo sul quadrato di Riyadh.
Tuttavia, esiste un ostacolo considerata l'insisrenza della WBC su una rivincita tra Mbilli e Lester Martinez. Se i due saranno costretti alla resa dei conti estiva per sistemare il loro precedente pareggio, Canelo attuale numero uno Wbc-Wbo sarà costretto a guardare altrove.
In Egitto si sta svolgendo un significativo piano di riserva. Il 23 maggio, Hamzah Sheeraz incontra Alem Begic per la cintura vacante WBO dei supermedi Il vincente dovrà affrontare Canelo Alvarez ma chiaramente i tempi si allungheranno mentre il messicano vuole battersi per un titolo a fine anno - primi mesi 2027.
Lanciando “Messico contro il mondo”, Canelo scommette su se stesso sia come atleta d’élite che come promoter . L’impresa sostenuta dall’Arabia Saudita è progettata per dimostrare che “l’era Canelo” non è finita con la sconfitta di Crawford.
Il campione Wbc dei welter Ryan Garcia sta già parlando come se il suo prossimo incontro fosse già fissato, anche se le trattative continuano dietro le quinte. L'idolo di Los Angeles ha utilizzato un recente live streaming per indicare direttamente Conor Benncome suo prossimo avversario e ha fornito una cronologia approssimativa di quando ciò potrebbe accadere. "Sarà in agosto. Lo avremo a Las Vegas", Ha dichiarato Garcia BoxingNews . "Il nome del mio avversario è Conor Benn. Viene dal Regno Unito. Sì, Conor sta per farsi esplodere, . I commenti di Garcia sono in linea con le notizie secondo cui i colloqui per un incontro di fine estate sono avanzati, anche se una data e un luogo non sono stati definiti. Il match ipotizzato in agosto potrebbe svolgersi a Las Vegas e le piattaforme che proporranno l'evento in streaming t DAZN e Netflix . Benn è reduce da un successo sull'ex campione dei superleggeri Regis Prograis all'inizio di questo mese. Quel risultato gli ha dato slancio nella classifica WBC e ha rafforzato la sua posizione come prossimo challenger . Garcia, che ha vinto il suo primo titolo mondiale all'inizio di quest'anno battendo ai punti Mario Barrios, Ci sonoaltre voci in merito al prossimo match Ryan . IL team di Devin Haney ha proposto la data di settembre per una molto attesa rivincita ma per ora, Garcia sta andando avanti con Benn come avversario .
Sarà la Scope Arena di Norfolk ad ospitare, il prossimo 16 maggio, il primo evento della Top Rank tramesso in streaming da DAZN dopo il recente accordo pluriennale raggiunto tra le parti.
Vedette della riunione sarà il beniamino locale Keyshawn “The Businessman” Davis (14-0), medaglia d’argento ai giochi olimpici di Tokyo 2020, ex detentore della cintura leggeri WBO, salito di categoria.
Il suo avversario sarà il duro Nahir Albright (17-2-1), già avversario di Davis nel 2023, match che terminò con il successo ai punti per SD di Keyshawn, risultato successivamente cambiato in "no contest" a causa della positività di “The Businessman” alla marijuana.
Il match era valido per il titolo USBA, è fu una prova difficile per Davis, messo in difficoltà da Albright che riuscì a mantenere alto il ritmo del combattimento.
Nel sotto clou vedremo impegnato l’ex campione welter WBO Brian Norman (28-1), al rientro dopo la sconfitta dello scorso novembre contro Devin Haney che gli costò l’imbattibilità e la perdita del titolo.
Il suo rivale sarà il canadese Josh Wagner (19-2), battuto lo scorso novembre in Inghilterra da Harlem Eubank.
Questa storia l'ho scritta sette anni fa, mi è tornata alla mente oggi pomeriggio quando mi ha telefonato il protagonista della vicenda. E allora mi sono detto, perché non riproporla? Sembra una favola o la trama di un film romantico. È la vita(i tempi sono quelli originali).
“Ma tu sai fare?” ”Non ho mai provato”. “E allora?” “Vediamo”. Valerio poggia il ginocchio in terra e si china sull’animale. Zorro è un cavallo massiccio: 1.75 al garrese, attorno ai nove quintali di peso. Un incrocio ardito tra un quarter horse e una maremmana. Il padre è di un nero elegante, arriva dall’America. È un incrocio tra mustang e purosangue inglesi, nell’Ottocento i quarter horse li usavano i cow boy per lavorare con il bestiame. È un cavallo mansueto, intelligente, predisposto all’ippoterapia. Razza italiana, bianca e sfacciata, la madre. Ignorante, come si dice a Roma per le fettuccine quando sono alte, toste, genuine, bone insomma. Una grande lavoratrice che non ha paura di niente, neppure di affrontare buoi dalle corna lunghe un metro. Però scontrosa, difficile da domare.
Zorro, che da puledro era nero (da qui il nome) e con il tempo è diventato grigio, ha origini importanti, ma non altrettanta fortuna nella quotidianità della vita. La madre, subito dopo averlo messo al mondo, involontariamente lo ha quasi ucciso. Rinculando nel piccolo box dove erano alloggiati, gli è franata addosso procurandogli la frattura dell’arto posteriore destro. I proprietari si sono guardati tristi in faccia, intuendo subito quale sarebbe stata la fine di quella brutta storia. “Il macello è l’unica soluzione. Terribile, ma non ne vediamo altre”. Zorro era appena nato, il destino aveva già segnato in tempi brevi la data della morte. I proprietari non avevano speranze. Elena, la veterinaria che lo curava, aveva un’amica. Da vent’anni Erika Ricci ha un maneggio appena fuori dell’abitato di Forlì, meno di due chilometri dal Duomo. Si chiama Il raggio di Sole, è una onlus. Lo gestisce assieme al marito, Paolo. Erika ama gli animali, organizza eventi per bambini normodotati e per disabili. Ginnastica acrobatica sui cavalli, due ragazzini alla volta. E poi una scuola di equitazione per imparare a ritrovare la fiducia, per tornare a sentirsi parte di questo mondo. Elena le ha fatto una telefonata. Le ha raccontato la storia e poi ha chiuso con una proposta. “Io lo curo gratuitamente e tu provi a recuperarlo, a farlo crescere. Che ne pensi, Erika?”. “Tentiamo”. Quando, a cinque mesi, la madre di Zorro ha smesso di allattarlo, il cavallo è stato portato al Centro di San Patrignano, dove all’epoca esisteva una clinica veterinaria specializzata in ortopedia. L’operazione è andata bene. Il cavallo ha ritrovato la sua andatura naturale. Con il passare del tempo però le forze sono venute meno. Ha cominciato a muoversi con sempre maggiore difficoltà fino a quando l’arto posteriore destro non è diventato molto gonfio e rigido.
Sei mesi di sofferenze, una vera tortura. Zorro non si fidava più degli uomini, associava quelle figure al dolore, a una sensazione di strazio infinito che non l’abbandonava mai. L’orizzonte era tornato a stringersi. Il macello sembrava essere la prossima inevitabile tappa. Non c’era più spazio per il recupero. Erika decideva di giocarsi l’ultima carta. “Valerio, ma tu sai fare?” Lui tirava fuori il solito mezzo sorriso e sussurrava un sì tra l’ottimismo e una sfida appena annunciata. Il primo passo era conquistare la fiducia di Zorro. Perché il cavallo è un animale che ti fissa negli occhi, non abbassa mai lo sguardo. Meglio non sfidarlo. Vuole capire chi sei, cosa vuoi fare. E dopo sei mesi di delusioni, non è certo disposto a concedere credito a scatola chiusa. Valerio poggia il ginocchio in terra, sussurra poche parole all’orecchio dell’animale. Le ripete ritmicamente, dando a ciascuna di loro un valore che va oltre il loro senso quotidiano. A contare sono la musicalità, il tono, non il significato.
Buono. Stai buono. Non ti faccio male. Buono Zorro. È una promessa sincera. Non c’è magia, ma il cavallo sente che quel suono suggerisce fiducia. Gira la testa, a Valerio sembra che lo guardi negli occhi e in quello sguardo ci sia l’invito ad andare avanti. Questa è una storia che parte da lontano. Valerio era bambino, non aveva ancora sei anni. La mamma soffriva di continui dolori cervicali. E così, come fanno tante mamme nel mondo, chiedeva aiuto al piccolino di casa. “Valerio, me lo faresti un massaggino?” “Sì, mamma”. “Quelle tue manine sono magiche, mi fanno sparire il dolore. Dai vieni qui”. “Sì, mamma”. E il dolore spariva davvero. Poi, un giorno, lui si era spaventato. Mentre giocava in cucina, aveva sentito un discorso tra le amiche della mamma. Qualcuna l’aveva chiamato stregone. E quello, si sa, per i bambini è un personaggio cattivo, crudele, maldisposto verso chiunque. Il massaggio alla mamma non l’aveva più fatto, senza neppure spiegare il perché. A 12 anni aveva ritrovato il coraggio di riallacciare il discorso. Il fratello più grande doveva operarsi ai piedi. La mamma era tornata alla carica. “Dai Valerio, fagli un massaggino. Chissà che…” E lui si era lasciato convincere. Il fratello era guarito, l’operazione era stata annullata. Adesso, arricchito negli anni e nell’esperienza, è inginocchiato all’interno di un maneggio, alle prese con un animale da novecento chili. Lo accarezza, lo tocca, lo massaggia. Zorro sente dolore, batte gli zoccoli anteriori sulla terra. Ma non si innervosisce, capisce che qualcosa sta cambiando nella sua esistenza quotidiana. L’arto posteriore destro non lancia più lame acuminate verso il cervello. Le cose vanno leggermente meglio. Per un mese Valerio torna a massaggiare e parlare con Zorro a intervalli regolari, tre, al massimo quattro giorni. Poi le visite si diradano e diventano una a settimana. Dopo tre mesi un sospirone, a mezza via tra la gioia e il sollievo. Zorro prima non poteva camminare, ora può lavorare, portare i bambini, assolvere ai suoi compiti, addirittura correre. I ragazzi fanno esercizi di volteggio sulla sua groppa. Lui non va di galoppo, non deve impegnarsi nell’agonismo, ma si gode ogni giornata senza essere costretto a rispettare l’appuntamento con la sofferenza. È tornato a vivere.
Anche Rugiada deve ringraziare Valerio. È una cavalla di sella italiana. Nasce durante un nevone di marzo, qualche anno fa. Fiocchi grandi, neve fitta, freddo. Lei non riesce neppure a tirarsi su. Fragile nei primi giorni di vita, si porta dietro quella debolezza anche quando cresce. Un giorno, durante un’esercitazione, cade. Il posteriore crolla letteralmente a terra, sembra staccarsi dal resto del corpo. L’anca destra cede e la cavalla va giù lentamente, come un pugile centrato da uno di quei colpi a effetto ritardato. Perde l’equilibrio e assieme a quello perde anche qualsiasi voglia di reagire. Starsene a terra a soffrire sembra la soluzione meno dolorosa. C’è un filmato che testimonia la drammaticità di quel momento. La lentezza della caduta accresce la tristezza dell’evento. Valerio mette a posto anche lei.
Con l’aiuto di Erika, del figlio di lei Matteo e di un’amica: una donna forte e generosa, ricolloca l’anca nella sua posizione naturale. Lo fa operando da dietro, sotto la potenziale minaccia di essere scalciato, centrato da uno zoccolo, colpito duro. Lui dice che non si è trattato di coraggio o di incoscienza, semplicemente non avvertiva l’incombere di un pericolo. Rugiada era un’amica che lui stava aiutando, non lo avrebbe mai tradito. Valerio Nati. Si chiama così il campione che sussurra ai cavalli. Ha vinto il titolo italiano, europeo e mondiale di pugilato. È una gloria sportiva di Forlì, ma anche del Paese intero. Un tecnico, dotato di pugno pesante. Ritmo e scelta di tempo ne facevano un cliente pericoloso per chiunque. L’11 aprile scorso ha compiuto 64 anni. Pratica lo shatsu, terapia che ha studiato a Milano con il dottor Hammer. Usa polpastrelli, gomiti, piedi, ginocchia, palmi delle mani. Crede fermamente in questo metodo di cura. Zorro e Rugiada sono lì, pronti. Testimoni a favore. Se chiedessimo loro cosa pensino di quest’uomo che li ha fatti tornare a correre quando erano destinati al macello, che li ha strappati al dolore e messi in condizione di regalare felicità ai bambini, i due, come dice il saggio maestro Meo Gordini, ci fisserebbero negli occhi lasciandoci un tatuaggio nel cuore. Gli animali non parlano. Ma spesso, con uno sguardo, ci raccontano storie meravigliose.
Anche per l’ucraino Oleksandr Khyzhniak,medaglia d’oro ai giochi olimpici di Parigi 24 nella categoria 81 kg, è arrivato il momento di dare il suo esordio tra i professionisti.
Il campione olimpico combatterà il 21 marzo a Kiev in una riunione organizzata dalla Usyk 17 Promotion, la compagnia di proprietà del campione mondiale massimi Olexander Usyk.
Il suo avversario, al limite dei medio massimi, sarà Wilmer Baron (8-13-1), colombiano residente in Spagna, uno dei numeri di sud americani che svolgono la loro attività in Europa.
Da dilettante Khyzhniak ha vinto tutto quanto era possibile vincere.
Campione olimpico a Parigi 2024;
Campione mondiale ad Amburgo 2017 nei pesi medi;
Campione mondiale Youth ad Erevan 2022;
Campione europeo 2017.
Un palmares che avrebbe potuto essere ancora più ricco se non avesse buttato via una medaglia d’oro già vinta ai giochi di Tokyo 2020, quando, avanti nel punteggio, venne messo KO alla terza ripresa per un colpo d’incontro del brasiliano Hebert Conceicao.
A Parigi superò in finale il kazako Oralbay dopo aver eliminato in semifinale il cubano Arlen Lopez, due volte campione olimpico.
Nel suo record troviamo quattro successi e una sconfitta contro Salvatore Cavallaro e un successo su Valentino Manfredonia. Max
Oleksandr Usykha chiarito di non avere alcun interesse a discutere di Tyson Fury in merito ad un eventuale terzo match . Intervitato da Ring Magazine il campione di tre cinture dei massimi ha dichiarato : - No, non è possibile parlare di Fury perché il mio focus è su Rico, e del mio futuro parleremo dopo il combattimento che disputerò a Giza- . La risposta lascia poco spazio all’interpretazione. Nonostante il continuo interesse per un terzo incontro con Fury, Usyk non esaminerà nessuna proposta se non dopo il match del 23 maggio contro Rico Verhoeven. I fan ovviamente trascurano l'incontro con Rico, considerandolo un duello dall'esito scontato .Usyk ha convinzioni diverse e partirà per l'Egitto dopo esseresi preparato con scrupolo.,
Usyk ha anche condiviso un periodo di preparazione con Joshua nel "campus " di allenamento in Spagna tra la fine del 2025 e l' inizio del 2026, In quel contesto ha apprezzato molto l'impegno con cui AJ si muoveva in palestra . - Ora devo allenarmi per il 23 maggio . Non penso ad altro a. Credo che il duello con Fury sia improbabile anche perchè lui potrebbe affrontare Joshua in Estate. Ho la massima stima di Joshua non sarà un duello facile per Fury-
L'ex pluricampione dei massimi il californiano Andy Ruiz Jnr 35-2-1 (22 KO).ha nuovamente sfidato Anthony Joshua, l'avversario con cui ha disputato due incontri nel 2019, Vincendo il primo in quella che è stata una delle più grandi sorprese della storia recente della boxe, perdendo poi il secondo dopo sei mesi , in sette round.. Ruiz ha dichiarato a casino.org;-Penso che ci debba essere una trilogia con 'AJ'.La sua vita è cambiata quando abbiamo combattuto e la mia vita è cambiata quando abbiamo combattuto una seconda volta L'ho battuto, lui mi ha battuto nella rivincita solo perché gliel'ho permesso. Avrei dovuto prendere quel combattimento più seriamente. Non succederebbe più se ci incontrasimo Ritengo che sarebbe una sfida magnifica per entrambi se tornassimo sul ring . Sono certo dbatterlo , al 100%. “Voglio riscattarmi. Nella nostra riivincita Pesavo quasi 130 kg , quindi non ero certo in forma ho comunque durato 12 round . Quindi, sento che le persone non hanno visto il meglio in me in qulla occasione . L’ho un po’ sottovalutato e non l’ho preso sul serio. Sì, è colpa mia, ma esiste la redenzione? Sì,esiste nel terzo match non avrebbe scampo perchè oggi saprei esattamente come fare a batterlo "In questo momento penso che la pazienza sia la chiave per vincere , devo solo rimanere motivato e disciplinato. Ed è esattamente quello che non ero con AJ, l'ultima volta !
La Promoboxe Italia di Mario Loreni organizzerà il 15 maggio al Pala Angioni di Maddaloni, Caserta, il titolo italiano dei super welter.
A sfidarsi per la cintura vacante saranno due giovani imbattuti della sua scuderia: il casertano Antonio Aiello (11-0) e il tarantino Francesco Magrì (8-0-1).
Nel sotto clou, ad un anno di distanza dalla sconfitta contro Cristian Zara per il titolo europeo, tornerà sul ring Vincenzo Picardi (11-1), 42 anni,
per anni alfiere della squadra nazionale italiana con la quale ha conquistato la medaglia di bronzo ai giochi olimpici di Pechino 2008 e ai mondiali di Chicago 2007.