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Sequals vara il Premio Nino Benvenuti, dedicato ai giornalisti e agli scrittori di pugilato. Il Premio verrà consegnato il 10 luglio alle ore 17, presso Villa Carnera a Sequals (via Roma 12). La prima edizione del Premio ha come vincitore Gianni Minà, giornalista che ha legato il suo nome allo sport e alla boxe in particolare.
Il premio si inserisce all'interno del 39esimo Trofeo Carnera. La giuria è composta da alcuni degli organizzatori del Trofeo. Il vincitore riceve un mosaico della Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, nata nel 1922 e famosa a livello internazionale.
Sarà presente Nathalie Bertorello, figlia di Nino e di Nadia Bertorello: "Questo premio nasce dal desiderio di ricordare mio padre attraverso uno degli aspetti che hanno accompagnato la sua vita sportiva e umana: il racconto della boxe. Sono onorata di consegnare il premio alla signora Loredana Macchietti, sua moglie e presidente della Fondazione Gianni Minà.“
Alla cerimonia interverrà Anita Madaluni, storica addetta stampa, autrice e portavoce di Benvenuti: "Nino era considerato all'interno della famiglia Carnera come un figlio e “fratello adottivo". Un legame indelebile, ben oltre le corde del ring."
Riceverà il premio Loredana Macchietti Minà, Presidente Fondazione Gianni Minà: “È per me un onore profondo: significa vederlo riconosciuto da un mondo che ha amato e raccontato per buona parte della sua carriera. In più porta il nome di un grande del pugilato, che non solo era legato da sentimenti di vera amicizia con il giornalista Minà, ma ha saputo unire sport e umanità come pochi altri."
L’ultima opera del giornalista, realizzata grazie al lavoro della moglie e all’editore Minerva, è il libro “Facce piene di pugni, storie non solo di ring”.
Presenterà il Premio Ivan Malfatto, giornalista del Gazzettino.
Il sindaco di Sequals, Enrico Odorico, ha detto: “Nino era una caro amico di questa terra, ha partecipato a numerosi convegni a Villa Carnera con sua moglie Nadia. Venne a trovare Carnera pochi giorni prima della sua morte e fu uno degli atleti che ne sorressero la bara. Ma soprattutto è stato presente dopo la sua scomparsa, aiutandoci a tenerne viva la memoria. Il minimo era testimoniargli il nostro affetto con un premio".

Jose Valenzuela (foto) numero sette Wba dei pesi leggeri si è vendicato della sua sconfitta con un brutale knockout al secondo round, ma un destro sferrato quando Edwin De Los Santos era in ginocchio potrebbe cambiare il verdetto. Oggi il team del dominicano De los Santos ha presentato un reclamo ufficiale alla Nevada Athletic Commission chiedendo l'annullamento del giudizio finale -

Edwin De Los Santos domenica a Las Vegas si era meritato il successo in quello che è stato il clou della proposta "Zuffa Boxing 08 "al Cosmopolitan di Las Vegas. La vittoria, tuttavia, è stata immediatamente contestata anche dai fan per colpo lanciato su De Los Santos era già al tappeto Ci si aspettava che la rivincita producesse lo stesso spettacolo del primo match ma ora tutto è in discussione . La Commissione del Nevada Boxing si riunirà tra qualche giorno ma Valenzuela non può essere ottimista .
Si assottiglia a quattro unità (due uomini e due donne) la pattuglia italiana presente nel ranking WBO aggiornato al mese di giugno.
Escono di classifica Silvia Bortot tra i super leggeri e Silvia Bignami tra i mini mosca.
Tra gli uomini troviamo due pesi medi: Etinosa Oliha, già co-sfidante al vacante titolo IBF, al n. 10, e Giovanni Sarchioto, detentore della cintura intercontinentale, al n. 13.
Confermata la presenza di Vittoria Parigi Bini e Federica Macri, rispettivamente n. 7 e n. 11 tra i paglia.
Analizziamo le variazioni più significative intercorse in questo mese.
Massimi
Poco comprensibile il rientro in classifica, al n. 5, del neozelandese Joseph Parker, ex detentore del titolo, inattivo dalla sconfitta contro Fabio Wardley dello scorso ottobre a Londra.
Out l’inglese Richard Riakpore.
Massimi leggeri
Nessuna variazione significativa da segnalare.
Medio massimi
Entra al n. 12 il messicano della Golden Boy Promotion Yair Gallardo.
Super Medi
Nessuna variazione significativa da segnalare.
Medi
Nessuna variazione significativa da segnalare.
Super welter
Jerome “Boots” Ennis è il nuovo campione dell’ente dopo lo spettacolare successo dello scorso 27 giugno a Brooklyn su Xander Zayas, ora n. 3.
Nuovo n. 1 è l’australiano Tim Tszyu.
Senza senso l’inserimento al n. 9 dello statunitense Charles Conwell, inattivo dalla sconfitta contro Jorge Garcia Perez dell’aprile 2025.
Welter
Ingresso al n. 8 del messicano Giovanni Santillan, lo scorso mese classificato tra i medi Jr.
Super leggeri
Inversione ai vertici della classifica.
Sale al n. 1 troviamo Emiliano Vargas, figlio di Fernando, ex campione s.welter IBF, mentre il messicano Lindolfo Delgado scende al n. 2.
New entry al n. 14 dell’ucraino Aram Faniian, detentore della cintura Global.
Leggeri
Nessuna variazione significativa da segnalare.
Super piuma
Nessuna variazione significativa da segnalare.
Piuma
Nessuna variazione significativa da segnalare.
Super gallo
Entrano al n. 4 il filippino Johnriel Casimero, campione mondiale in tre diverse categorie di peso, e al n. 15 lo statunitense Angel “AK 47” Barrientes.
Gallo
Dentro al n. 15 Sento Ito (6-0 5 ko), altro giapponese terribile, detentore della cintura Asia-Pacific dell’ente.
Super mosca
Nessuna variazione significativa da segnalare.
Mosca
Ingresso al n. 12 del messicano Jose Luis Regalado
mini mosca
Nessuna variazione significativa da segnalare.
paglia
Nessuna variazione significativa da segnalare.


Mike Tyson non era solo potenza, era abile soprattutto sul piano tecnico. Fisicamente partiva con l’handicap dell’altezza. Questa situazione gli imponeva due problemi. Primo, la difficoltà di accorciare la distanza. Secondo, la necessità di chiudere l’azione quando riusciva a creare il corpo a corpo. Li ha risolti entrambi brillantemente. La capacità di raggiungere l’obiettivo l’ha trovata evitando i colpi con una continua oscillazione del tronco. Millimetriche schivate, scelta di tempo e rapidità di esecuzione. Erano il suo marchio. Una volta agganciato l’avversario, l’abilità tecnica nel portare i colpi girati (ganci e montanti), con velocità e precisione, ovvero potenza, faceva il resto. Questo è un concentrato di quello che è stato Tyson sul ring. Forte e bravo nell’applicare le lezioni di Cus D’Amato.
Dopo essere diventato il più giovane campione del mondo nella storia dei pesi massimi (20 anni, cinque mesi, 22 giorni) battendo Trevor Berbick (foto), ha sconfitto James Smith, Pinklon Thomas, Tony Tucker, Tyrrell Biggs, Larry Holmes, Tony Tubbs, Michael Spinks, Frank Bruno, Carl Williams. Non penso di dire un’eresia se affermo che non mi sembra una schiera di fenomeni. I due più titolati sono Larry Holmes (39 anni all’epoca del match) e Michael Spinks (che veniva dai mediomassimi). Ma erano sicuramente il meglio che i pesi massimi potessero offrire in quel momento.
Poi, ll’11 febbraio 1990, è arrivato James Buster Douglas e la storia è cambiata. È vero, l’arbitro Octavio Meyran ha effettuato un conteggio lungo 13 secondi quando Douglas è stato spedito al tappeto da un montante destro di Iron Mike, ma è anche vero che il pugile di Columbus ha comandato il gioco. E Douglas era uno dei più deboli tra i rivali incontrati da Tyson in un mondiale.
“Il problema per Mike è quello che accade tra un match e l’altro" (cit. Bill Cayton). Per questo lo facevano combattere in continuazione.
Quindici match nell’anno dell’esordio (1985).
Tredici nella stagione del mondiale (1986).
Dopo Douglas non è stato più lo stesso, anche se è riuscito a tornare campione del mondo sconfiggendo Frank Bruno e difendendo il titolo contro Seldon. Umilianti sul piano tecnico le due battute d’arresto prima del limite contro Holyfield, pesante su quello fisico il ko subito da Lewis. Ha chiuso la carriera con tre sconfitte per knock out negli ultimi quattro incontri, perdendo anche con Danny Williams e Kevin McBride.Eppure nella testa di molti rimane l’immagine di un giovane campione che stendeva chiunque avesse il coraggio di affrontarlo.
Ha boxato come natura e tecnica gli imponevano, non ha mai risparmiato energie ed emozioni. Per questo Mike Tyson ha avuto un'enorme presa popolare. È stato l’ultimo campione universale, conosciuto in tutto il mondo..
L'australiano Tim Tszyu numero 3 Wbo e 4 Wbc dei superwelter tornerà sul ring il 26 luglio nella sua terra natale, per affrontare Errol Spence ,il quale riprenderà l'attività pugilistica dopo una pausa di tre anni seguita alla sconfitta per KO subita contro Terence Crawford nel 2023.

Intervistato da Ring Magazine, Tszyu ( foto a dx) ha spiegato come cercherà di mettere in difficoltà Spence che ricordiamo ex campione del mondo dei welter Ibf -Wbc e Wba in vari periodi dal 2017 al 2023 -
"Dal punto di vista stilistico è un grande match . Però lui ha molto da dimostrare dopo una così lunga assenza"- Dichiara Tszyu. "combattere nei medi senza aver problemi di nessun genere farà a bene ad entrambi . Si, ci giochiamo tanto ! Sono convinto che gli farò rimpiangere di non aver fatto un match di collaudo prima di misurarsi con me . Ritengo che Errol sia un tipo piuttosto monotono. La sua forza sta nella pressione costante, nel colpire senza sosta, senza bisogno di colpi spettacolari o veloci. Sa semplicemente quando sferrare il colpo e continua finché non si trova in difficoltà . Ecco, questo è il suo punto di forza. e io ovviamente sfrutterò a modo mio la situazione . E' tanto tempo che è lontano dal ring Se gli togli il cuore, è finita. Sarà l'ultimo atto per Errol Spence. Venite tutti a vedere il suo ultimo incontro."
Fino a quando durerà tutto questo?
Qualche giorno fa il campione del mondo dei pesi massimi Oleksandr Usyk ha comunicato di rinunciare alle cinture di sigla in suo possesso e subito una delle sigle, il WBC, si è affrettato a sostituirlo con il tedesco Agit Kabayel.. Altre due sigle, la WBA e la IBF lo considerano tuttora il loro campione mentre la WBO non lo considerava tale, cosa assurda, neppure prima anche se il loro campione, Daniel Dubois, era stato messo K.O. 2 volte da Usyk. Probabilmente il fuoriclasse ucraino si è reso conto che il suo cammino pugilistico, almeno dentro il ring, è giunto al termine e, per il passo d'addio, intende scegliersi lui l'avversario senza dovere pagare nessuno. Dategli torto. Intanto si è prouso in ringraziamenti alle sigle che hanno più il sapore dello sfottò che della sincerità.
Non mi risulta, cito a memoria, che nessuno sia stato nominato campione del mondo senza combattere contro il campione in carica o contro un co-sfidante prima che lo stesso WBC detronizzasse Leon Spinks per avere concesso la rivincita a Muhammad Ali, non un frillo qualsiasi, invece che affrontare lo sfidante ufficiale Ken Norton, che rimane il primo campione dei pesi massimi a non aver mai vinto un match per il titolo avendo subito perso contro Larry Holmes. Parliamo della fine degli anni 70 quando le sigle erano ancora solo due, oltre al WBC esisteva la WBA a cui si sono poi aggiunte la IBF e la WBO.
Quello che poi è successo con la moltiplicazione di titoli e titolini fino a quelli regionali che ribattezzai di condominio è noto a tutti, ma se chiedete a chi si interessa di boxe chi sia il campione del mondo della massima categoria non potrà che rispondervi col nome di Usyk. A volte mi domando come organizzatori e televisioni o servizi streaming non si rendano conto dell'imbroglio che stanno subendo. Un match come quello che abbiamo visto fra Ennis e Zayas lo si potrebbe benissimo vendere senza che nessuna sigla ci metta sopra il cappello.
Il problema è principalmente nell'ignoranza. Purtroppo chi ha gestito questo problema prima nelle televisioni di stato e poi in quelle commerciali, pay-tv e servizi streaming, spesso non ha la più pallida idea del valore di un pugile e tanto meno dell'accoppiata tra due pugili. L'ultimo risultato di tale ignoranza è la vendita pay per view di match che non meritano certo un supplemento di danaro per essere visti. Ciò ha portato a un enorme problema di pirateria web che è pressocchè impossibile da risolvere ma giustificato più che in altri casi. Ma c'è un problema dall'altra parte e cioè che troppi pugili fanno finta di non sapere che quei titolini non valgono niente ma sanno che sono comunque utili per stare nel giro e, nei casi più di basso livello, per esibire quelle pacchiane cinture a parenti ed amici.
Rino Tommasi diceva che il problema non è avere 4 campioni definiti "del mondo", ma di averne più di uno. Sante parole.
Per contrastare questa assurdità, lo sapete, è nato il Transnational Boxing Rankings Board che ora pubblica le vere classifiche, stilate in base al confronto fra esperti del settore non a libro paga di organizzatori manager ed enti, anche per quanto riguarda la boxe femminile. E' un rimedio che si potrà cancellare quando tutte queste sigle moriranno e il re si dimostrerà essere nudo, come si suol dire.
Gutta cavat lapidem
O'Shaquie Foster è disposto ad affrontare Shakur Stevenson praticamente in qualsiasi categoria di peso pur di ottenere un incontro con il suo rivale.
Il trentaduenne texano è il campione WBC dei pesi superleggeri, mentre il talentuoso Stevenson di Newark, imbattuto in 25 incontri, ha conquistato il titolo WBO dei 63,5 kg sconfiggendo Teofimo Lopez a gennaio.
La recente e impressionante serie di vittorie di Foster lo ha visto trionfare negli ultimi tre incontri, sconfiggendo Robson Conceicao, Stephen Fulton e Raymond Ford.
Ora ha 32 anni, un record di 25 vittorie e 3 sconfitte (12 per KO) e desidera solo incontri di rilievo.

-Speriamo che il prossimo incontro sia contro Shakur, oppure contro Emanuel Navarrete, vedremo"- Ha dichiarato Foster a BoxingScene.
“Potrebbe essere un match a qualsiasi peso che lui vuole . Per me non c'è problema. E non abbiamo bisogno di clausole di reidratazione o cose del genere. Non mi serve niente di tutto ciò. Andremo alla vecchia maniera.”
Perché Foster è convinto di poter fare ciò che altri 25 combattenti non sono riusciti a fare?
"Innanzitutto, perché credo in me stesso, mi conosco, ho la sicurezza che mi contraddistingue"- Prosegue Foster- "E in secondo luogo, ho condiviso il ring con lui molte volte in allenamento . dunque lo conosco bene e ho sensazioni positive. Mi divertivo e mi piaceva. Poi lui mi ha mancato di rispetto e la cosa mi ha indispettito . Ha detto parole folli... Mi ha mancato di rispetto soprattutto come uomo. Ora è lui il mio obiettivo numero uno. Credo non abbia mai combattuto contro nessuno come me, a parte gli allenament.Ha fatto sparring con Terence Crawford ma non ha mai combattuto sul ring contro qualcuno come O'Shaquie Foster . Io invece sì. Ho appena battuto Ray Ford, il quale si è allenato con Stevenson per preparare il duello contro di me.Ford ha cercato di fare quello che Shakur sa fare e gli è andata male. La stessa cosa succederà a Stevenson -
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